
Stadium, il tabù continua
Ancora una volta i rossoneri escono sconfitti dallo Stadium. Decide il 2-1 firmato Dybala-Kean
8^ sconfitta su 8 incontri allo Stadium. Un bilancio che fa male, e che fotografa al meglio una situazione da invertire il prima possibile. Non si può che partire da qui nell’analisi del post Juve-Milan, che ancora una volta lascia l’amaro in bocca ai sostenitori rossoneri. Un amaro legato all’illusione del vantaggio alla fine del primo tempo, grazie al recupero-assist di Bakayoko per Piatek, che al 39’ firma il suo 10° gol in rossonero e porta il Milan avanti. Il polacco diventa cosi il miglior marcatore stagionale rossonero, staccando Cutrone che resta secondo con 9 reti.
Una rete importante, ma che arriva pochi minuti dopo l’ennesimo episodio amaro dei match contro i bianconeri, soprattutto nei match giocati allo Stadium. L’arbitro Fabbri infatti non concede ai rossoneri un netto calcio di rigore per mani di Alex Sandro, che scivola e cambia nettamente la traiettoria alla palla. In diretta l’episodio è chiaro, ma non per Fabbri, che viene però richiamato al VAR. Ci si aspetta la decisione più ovvia, ma la (ri)visione non cambia la decisione. Niente penalty. Tutto beffardo e incomprensibile. I rossoneri però non si perdono d’animo e si riprendono quanto è stato tolto, andando al riposo sull’1-0.
La ripresa vede diverse azioni pericolosi da parte del Milan, ma senza trovare il gol del raddoppio. La Juve inizia cosi a macinare gioco, anche in virtù delle sostituzioni da parte di Allegri, e trova il pari al 60’ grazie all’ennesimo regalo rossonero. Musacchio atterra in area Dybala, in un’azione ormai volta alla conclusione, e per Fabbri non ci sono dubbi è calcio di rigore. L’argentino non sbaglia e fa 1-1. Il Milan prova a rialzarsi dopo il colpo subito, ma complice i problemi del momento e la sensazione di impotenza di fronte a Fabbri diminuisce la propria pressione. Nei bianconeri fa il suo ingresso Kean, ed è proprio lui a decidere la sfida, grazie ad un altro regalo dei ragazzi: brutta palla persa a centrocampo, assist di Pjanic per Kean e 2-1 al minuto 84’. E’ la rete che mette la parola fine al match.
Un passo falso atteso, dato che si giocava contro un avversario tosto e su un campo tabù, ma la sensazione che rimane (al di là delle situazione arbitrali), è che ancora una volta non si sia fatto il massimo per fare punti in casa bianconera. Per ritrovare un successo Milan a Torino bisogna tornare al 2011, quando ancora si giocava allo Stadio Olimpico. La qualificazione in Champions non è ancora compromessa, ma sarà fondamentale in questo senso il match di sabato prossimo contro la Lazio, un autentico spareggio-Europa.















