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S.O.S. Champions

 

Il Milan dopo la sconfitta di Napoli cerca 3 punti fondamentali per la lotta Champions, per tenere distanziate Como, Juventus e Roma. Ma l'Udinese spensierata di Runjaic arriva a Milano in cerca di punti

 

Massimiliano Allegri ha indicato fin dal suo ritorno sulla panchina del Milan una priorità molto chiara: riportare i rossoneri in Champions League. Quel traguardo è rimasto al centro del suo discorso per tutta la stagione, sia nei mesi in cui il rendimento della squadra aveva superato le attese, sia ora che il percorso si è fatto più complicato. A sette giornate dal termine, il Milan è ancora pienamente in corsa per l’Europa che conta dopo un’annata fin qui di livello. In questo finale, però, diventa decisivo evitare che il bilancio complessivo venga rovinato proprio sul più bello.

Le ultime battute d’arresto hanno cambiato il clima attorno ai rossoneri. Il passo falso contro il Parma era stato letto come un episodio isolato, quasi inevitabile dentro una stagione lunga; la sconfitta dell’Olimpico contro la Lazio aveva acceso un primo segnale di preoccupazione; il ko di lunedì sera contro il Napoli ha invece reso evidente che il momento va affrontato con urgenza. Allegri lo ha ribadito anche in conferenza stampa: nel calcio il giudizio passa sempre dai risultati. E i numeri dicono che il Milan ha perso tre delle ultime sei partite di campionato, un dato che stona parecchio con il cammino mostrato fino ai primi di febbraio e, più in generale, con quanto costruito nel girone d’andata. Da qui in avanti gli errori vanno ridotti al minimo, perché un altro inciampo rischierebbe di compromettere il lavoro portato avanti per mesi e di pesare sull’intera stagione.

La questione principale resta quindi la corsa alla Champions. Sul fronte scudetto può esserci qualche rimpianto per le occasioni che il Milan non ha saputo sfruttare quando la classifica offriva scenari ancora più ambiziosi, però il vero obiettivo resta il piazzamento tra le prime quattro. In questo momento i rossoneri conservano ancora un vantaggio significativo sulle rivali: il Como, oggi quarto, è dietro di cinque punti, margine che di fatto sale a sei tenendo conto degli scontri diretti favorevoli; la Juventus, attualmente quinta e considerata la concorrente più pericolosa, insegue a sei lunghezze e sarà avversaria tra tre giornate in una sfida che ha già il peso di uno snodo fondamentale. Anche Roma e Atalanta restano pienamente coinvolte e aspettano soltanto un altro passo falso davanti a loro per rientrare ancora di più nel discorso.

La sfida di questa sera contro l’Udinese arriva quindi in un momento delicato e promette un livello alto di difficoltà. La squadra friulana ha struttura fisica, corsa e capacità di ripartenza, qualità che possono creare problemi a un Milan che nelle ultime settimane ha perso un po’ di brillantezza. Per i rossoneri, però, il margine di errore si è assottigliato parecchio e il risultato pieno è diventato una necessità concreta. Serve una vittoria per uscire da questa fase opaca e per dare continuità alla corsa verso l’obiettivo principale.

 

Dall’altra parte c’è un’Udinese che vuole chiudere il campionato con un bilancio migliore rispetto alla scorsa stagione e arrivare il prima possibile alla soglia dei 50 punti. Alla vigilia della gara, il tecnico bianconero ha spiegato che la squadra sente di poter fare ancora qualcosa in più rispetto a quanto già ottenuto. Ha ricordato che basterebbero cinque punti per superare il rendimento dell’ultima annata, però il gruppo vuole alzare ulteriormente l’asticella. Toccare quota 50 rappresenterebbe un passo importante, soprattutto se si guarda al rendimento del club nell’ultimo decennio, e per arrivarci serviranno lavoro quotidiano e grande concentrazione. L’allenatore ha aggiunto che l’Udinese avverte meno pressione rispetto a squadre che inseguono obiettivi più pesanti, ma le motivazioni restano intatte. L’intenzione è raccogliere più punti possibile da qui alla fine, affrontando questo finale con lucidità e attenzione. Ha poi sottolineato di non aver ancora conquistato punti contro il Milan da quando allena in Italia, ricordando anche il valore dei rossoneri, seconda difesa del campionato, rimasti imbattuti per 24 giornate e ancora secondi fino a una settimana fa. Proprio per questo si aspetta un Milan deciso a reagire dopo la sconfitta di Napoli, spinto anche dal fattore San Siro. L’Udinese, comunque, vuole giocarsi le sue carte e mostrare il proprio valore davanti al pubblico dello stadio e a chi seguirà la partita da casa.

 

Anche i dati storici offrono diversi spunti interessanti in vista del match. Il Milan ha vinto tutte le ultime quattro partite di Serie A contro l’Udinese e in passato ha fatto meglio solo tra il 1998 e il 2001, quando arrivò a una striscia di sette successi consecutivi contro i friulani. C’è anche un altro dato significativo: i rossoneri potrebbero battere questa avversaria per la quarta volta di fila senza incassare reti, evento che finora non si è mai verificato nella competizione.

Guardando esclusivamente alle gare del girone di ritorno, l’Udinese ha perso le ultime due contro il Milan con un punteggio complessivo di 7-2. Nella seconda parte della stagione, i friulani hanno subito tre sconfitte consecutive contro i rossoneri una sola volta nella loro storia recente in Serie A, tra il 1999 e il 2001. Il precedente statistico, dunque, non gioca a favore della squadra bianconera.

A San Siro, però, il quadro è meno netto di quanto si potrebbe pensare. Il Milan ha vinto soltanto quattro delle ultime dieci sfide casalinghe di campionato contro l’Udinese, con quattro pareggi e due sconfitte, dopo aver infilato in precedenza tre successi interni di fila. Il dato più recente resta comunque favorevole ai rossoneri, che nell’ultimo confronto di questo tipo si sono imposti 1-0 il 19 ottobre 2024. In caso di nuova vittoria, il Diavolo metterebbe insieme due successi casalinghi consecutivi contro i friulani per la prima volta dal 2014, quando la serie si era poi allungata fino a tre.

Il rendimento recente del Milan spiega bene perché la partita venga considerata così pesante. I rossoneri hanno perso tre delle ultime sei gare di Serie A, pur avendone vinte le altre tre. Prima di questo tratto, avevano attraversato un periodo lunghissimo senza sconfitte, restando imbattuti nelle ventiquattro partite precedenti con un bilancio di quindici vittorie e nove pareggi. Dopo il ko con il Napoli, la squadra di Allegri rischia di incassare due sconfitte consecutive in campionato per la prima volta dal marzo 2025, quando la striscia negativa era arrivata a tre gare e in panchina c’era Sérgio Conceição.

L’Udinese, invece, ha alternato continuamente i risultati nelle ultime sei giornate di campionato e non ha mai replicato per due volte consecutive lo stesso esito. Il bilancio in questo intervallo è di due vittorie, due pareggi e due sconfitte. I friulani arrivano inoltre da due clean sheet di fila e potrebbero toccare quota tre per la seconda volta sotto la gestione di Kosta Runjaic, dopo la sequenza registrata tra febbraio e marzo del 2025.

C’è poi una statistica che racconta un Milan capace di esprimersi in modo diverso a seconda dell’avversario. Contro le squadre che oggi occupano la parte destra della classifica di Serie A, i rossoneri avrebbero il settimo rendimento del campionato con 34 punti conquistati. Contro le formazioni collocate nella parte alta, invece, il bottino sale a 29 punti, dato che vale il primato condiviso con l’Inter nonostante la sconfitta rimediata nell’ultimo turno contro il Napoli. È un elemento che fotografa bene come il Milan abbia spesso reso meglio negli scontri più pesanti che in quelli sulla carta più abbordabili.

Dal dischetto, Milan e Udinese viaggiano sullo stesso livello. Entrambe hanno segnato cinque reti su rigore in questo campionato, come l’Inter, e sono dietro soltanto a Fiorentina e Pisa, arrivate a sei. I friulani, però, figurano anche tra le squadre che hanno concesso più gol dagli undici metri, sei in totale, al pari di Genoa e Napoli. È un dettaglio che può pesare in una gara che si annuncia equilibrata e combattuta.

Sul piano individuale, la prossima presenza sarà la numero 300 nei cinque maggiori campionati europei per Mike Maignan. Da quando gioca nel Milan, a partire dalla stagione 2021/22, il portiere francese ha servito tre assist in Serie A. Nello stesso arco di tempo, considerando i big five europei, solo Ederson ha fatto meglio tra i portieri con cinque assist; Maignan condivide invece quota tre con Pau López e Mark Flekken. È un dato che conferma quanto il numero uno rossonero sappia incidere anche con il gioco dei piedi e con la costruzione dal basso.

Christian Pulisic vive invece un momento molto diverso dal punto di vista realizzativo. Dopo aver segnato otto gol tra agosto e dicembre del 2025, nel 2026 non è ancora riuscito a sbloccarsi in campionato e ha già accumulato tredici presenze senza reti, la sua striscia più lunga a secco in Serie A. C’è poi un altro numero che rende l’idea della sua difficoltà attuale: in questo anno solare ha centrato dodici volte lo specchio della porta senza trovare il gol, almeno il doppio di qualsiasi altro giocatore che non sia ancora andato a segno nel torneo nello stesso periodo.

Tra gli uomini più attesi sul fronte Udinese c’è Nicolò Zaniolo. Il Milan è una delle quattro squadre contro cui il classe 1999 ha realizzato più di una rete in Serie A, con due gol all’attivo, dato condiviso anche con Atalanta, Fiorentina e Torino. Inoltre Zaniolo rientra nel gruppo ristretto dei calciatori italiani che in questo campionato hanno messo insieme almeno cinque gol e almeno cinque assist: gli altri sono Federico Dimarco e Sebastiano Esposito. La sua presenza aggiunge qualità e imprevedibilità alla manovra offensiva dei friulani.

Per quanto riguarda le formazioni, in casa Milan è tornato disponibile Gabbia, anche se al centro della difesa potrebbe essere ancora confermata la coppia De Winter-Pavlovic. Sulle corsie laterali della linea a quattro sono pronti Bartesaghi e Athekame, mentre Tomori va verso una partenza dalla panchina. In avanti Allegri deve ancora sciogliere qualche dubbio. Prende quota l’idea del tridente con Gimenez riferimento centrale e Saelemaekers e Pulisic sugli esterni, anche se restano alternative credibili Leao, Fullkrug e Nkunku. In mezzo al campo la regia dovrebbe essere affidata a Modric, con Fofana e Rabiot ai suoi lati.

Anche Runjaic arriva all’appuntamento con indicazioni abbastanza definite. Keinan Davis rientra dal primo minuto dopo aver scontato la squalifica contro il Como e dovrebbe comporre la coppia offensiva con Zaniolo. Buksa proverà a rientrare almeno tra i convocati all’ultimo momento, mentre Zemura e Zanoli restano gli unici due indisponibili per la trasferta di Milano. L’Udinese è quindi orientata a presentarsi con l’undici migliore possibile. Davanti a Okoye dovrebbe essere confermato il trio difensivo formato da Kristensen, Kabasele e Solet, con Kamara a sinistra ed Ehizibue a destra sugli esterni. In mezzo al campo Karlstrom resta il punto fermo, affiancato da Atta ed Ekkelenkamp, che dopo una giornata passata in posizione più avanzata sono pronti a tornare nel ruolo di mezzali.

 

A dirigere l’incontro sarà Marchetti, arbitro che ha già incrociato una sfida tra Milan e Udinese. Si tratta dell’1-1 del 25 febbraio 2022, partita accompagnata da molte discussioni per il gol di Udogie, rimasto a lungo sotto osservazione per un possibile tocco di mano, dopo il vantaggio iniziale firmato da Leao. In totale i precedenti del direttore di gara con i rossoneri sono tre e l’ultimo risale al marzo 2025: il bilancio parla di due vittorie e un pareggio. Gli incroci con l’Udinese sono invece otto, con due successi, tre pareggi e tre sconfitte per i friulani.

 

 

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