
Toro-Milan: chi esce dalla crisi?
Granata e rossoneri arrivano entrambe da sconfitte dure da digerire. A Giampaolo, prima ancora che il risultato, è chiesta una crescita nel gioco oltre all'implementazione di forze nuove....
Torino e Milan accumunate dalla crisi. Entrambe a 6 punti in classifica, entrambe con due pesanti sconfitte sul gobbone. Entrambe incapaci di mostrare un calcio piacevole.
E pensare che la squadra di Mazzarri, nonostante l'eliminazione per mano degli Wolves dall'Europa League, era partita benissimo. Vittoria alla prima col Sassuolo, in casa, e poi colpaccio 3-2 in casa dell'Atalanta, nella spettacolare gara della seconda giornata. Poi gli stop improvvisi ed inattesi con Lecce, a Torino, ed una Sampdoria che arrivava alla sfida coi granata in grande crisi. Il Torino sembra essersi fermato, incapace ancora di implementare novità rispetto alla stagione passata.
Mazzarri ha provato a scuotere i suoi in conferenza: "Penso che domani andrà in campo un Toro anche un po' arrabbiato: se hanno orgoglio lo dimostrano domani"
Lo stesso discorso, ma in modo decisamente più serio, si può fare per il Milan di Giampaolo, che dopo aver perso malamente anche il Derby sembra essere sulla graticola. La dirigenza ha fiducia in lui, ma il tempo a disposizione non è infinito. Due gare su quattro con il portiere avversario che conclude il match da "senza voto" sono inaccettabili anche per una squadra a cantiere aperto. Giampaolo sta lavorando tantissimo e gliene va dato atto. Il percorso verso un cambiamento di stile di gioco, di mentalità in campo e di movimenti è lungo e tortuoso. Ma il cammino non può essere solo contraddistinto dsa passi falsi. Altrimenti, alla meta, il Milan ci arriverà con un altro alla guida. Giampaolo lo sa bene, accetta il rischio e va avanti.
Ma se il "vecchio" Milan schierato in queste prime giornate, impostato con nuove idee non ha funzionato, forse è arrivato il momento di provare a lanciare qualcuno di nuovo.
Leao, ad esempio, è stata l'unica nota lieta di un Derby da tregenda. Lui e Theo Herandez, che a gara in corso a fatto vedere tutte le sue potenzialità. Lo stesso dicasi per Rebic nei due spezzoni con Verona ed Inter. Senza dimenticare che Bennacer aveva fatto bene nella vittoria contro il Brescia, unica gara vagamente convincente di questo nuovo corso rossonero. Un altro che scalpita e che fin qui non ha trovato spazio neanche nei finali di gara è Bonaventura, la cui qualità serve a questa squadra come il pane.
Urge dunque riproporli con forza e continuità, complice anche il turnover doveroso dovuto dal turno infrasettimanale e anche dall'infortunio di Paquetà.
La gara con i granata non sarà semplice, ma il Milan prima ancora che il risultato deve proporre una grande prestazione per ricacciare la crisi. Curiosamente arriva un'altra sfida con un'avversaria che propone un 3-5-2 di grande agonismo e pressing. E' già successo con Udinese, Verona ed Inter. Ed in tutte e tre le gare il Milan è andato in estrema difficoltà. Gara quindi tosta dal punto di vista della contrapposizione tattica. A Giampaolo è chiesto uno step di crescita, nel gioco e nelle letture delle situazioni.
Vediamo ora qualche statistica (Opta) che testimonia ancor di più le difficoltà storiche e recenti del Milan sul campo granata.
Il pareggio sembra essere il risultato più comune tra queste due squadre, che in casa granata lo hanno raggiunto per ben 35 volte in Serie A. Il Torino è però la squadra che ha vinto di più: sono 20 le volte in cui è accaduto, mentre i rossoneri possono vantarne solamente 17. Per quanto riguarda le reti i granata sono in svantaggio con 90 gol contro i 95 del Milan.
Il Torino è imbattuto da cinque partite di Serie A contro il Milan (1 vittorie e 4 pareggi tra gare a Torino e gare a San Siro): i granata non infilano sei gare senza sconfitta contro i rossoneri nella competizione dal 1978.
Il Torino ha vinto la sfida all'Olimpico Grande Torino contro il Milan nella scorsa Serie A: i granata non ottengono due successi interni nella competizione contro i rossoneri dal 1986.
Il Milan non vince in Piemonte in Serie A dal 2012/13: da allora, per i rossoneri cinque pareggi e otto sconfitte in trasferta contro Torino e Juventus.
Dopo una serie di cinque vittorie e un pareggio, il Torino ha perso l’ultima partita casalinga in campionato: i granata non subiscono due sconfitte interne consecutive da marzo 2018. Il Milan ha vinto tre delle ultime quattro trasferte di Serie A (1P): tanti successi quanti quelli collezionati dai rossoneri nelle precedenti 11 gare esterne (5N, 3P). Nessuna squadra ha segnato meno del Milan in questo campionato, solo due reti; era dal 1986/87 che i rossoneri non segnavano così pochi gol dopo i primi quattro turni di una Serie A. Milan (10) e Torino (nove) sono due delle tre squadre (insieme all’Inter, a 10) ad aver mantenuto la porta inviolata in più incontri di Serie A nell’anno solare 2019.
Il Milan è la vittima preferita in Serie A del centrocampista del Torino Daniele Baselli: per il granata sono tre i gol realizzati ai rossoneri nel massimo campionato, ma nessuno nelle ultime quattro sfide. Il primo gol del nuovo acquisto del Milan, Ante Rebic, in Serie A, è arrivato proprio contro il Torino, nel maggio 2014, con la maglia della Fiorentina. Contro l’Inter, l’attaccante del Milan Krzysztof Piatek ha giocato il suo primo match di Serie A nel mese di settembre senza trovare la via del gol: nei precedenti sei incontri in questo mese aveva realizzato otto reti.
Capitolo formazioni.
Mazzarri arriva alla sfida senza Lukic e Ansaldi e va comunque verso la conferma del 3-5-2. In realtà, in base al compagno di Belotti, il modulo potrebbe variare leggermente in un 3-4-2-1. In difesa, è annunciata la presenza di Bonifazi ed Izzo ad affiancare uno tra Lyanco, Djidji e Nkolou.
I due esterni di centrocampo dovrebbero essere De Silvestri a destra e l'ex della sfida, Laxalt, a sinistra. In mezzo al campo Meitè e Rincon affiancheranno Baselli.
In avanti, affianco a Belotti, Verdi sembra in vantaggio su Zaza, Berenguer e Iago Falque. Con Verdi in campo, possibile avanzamento a trequarti di Baselli per andare a disegnare un più consono 3-4-2-1.
Questione modulo anche in casa Milan, dove Giampaolo sembra ormai sempre più orientato verso il 4-3-3. Il tecnico ex Samp arriva alla sfida senza Paquetà e Caldara.
In difesa, davanti a Donnarumma, torna Calabria dopo la squalifica. Con lui conferme per Romagnoli e Musacchio, mentre è probabile l'esordio dal 1' per Theo Hernandez, in vantaggio nel ballottaggio con Ricardo Rodriguez.
Qualche dubbio anche a centrocampo. Kessiè è in netto vantaggio su Borini e Krunic. Benaccer sembra poter vincere la sfida con Biglia per occupare il ruolo di Play. Calhanoglu, infine, è favorito su Bonaventura, che scalpita ma non è ancora al meglio della forma.
In avanti, Suso giocherà a destra, mentre a sinistra dovrebbe agire Leao, in vantaggio su Rebic. Il centravanti sarà con ogni probabilità Piatek. Il condizionale deriva da una voce della giornata di ieri che vedrebbe Giampaolo preferire Leao nella posizione di punta e Rebic esterno, lasciando Piatek in panchina, come avvenuto nella gara con il Brescia, allorchè fu Andrè Silva a rilevare il centravanti polacco.















