pre hellas versona milan

 

Che non sia fatale!

 

 Riparte il campionato ed il Milan cerca continuità: a Verona servono 3 punti per preparare al meglio il Derby

 

 Non se ne poteva più. La noia e la pesantezza della sosta del campionato di settembre è paragonabile a poche altre cose fastidiose. Al pari forse delle zanzare in una calda estate di luglio.

Il campionato, finalmente, è ripartito, ed il Milan cerca continuità in una trasferta storicamente complicata e che fa riemergere fantasmi e brutti pensieri. Ma i rossoneri di Giampaolo, contro la neopromossa di Juric, devono andare oltre alla scaramanzia, ai corsi e riscorsi storici. Devono portare a casa i tre punti, senza se e senza ma. 

La vittoria pre-sosta contro il Brescia ha rasserenato un po' l'ambiente, e la buona chiusura di calciomercato, che ha visto arrivare in rossonero Ante Rebic, ha fatto il resto. Ora Giampaolo ha in mano una rosa intrigante, completa nei reparti sia in modo numerico che, tutto sommato, qualitativo. Senza ombra di smentita, sulla carta, la rosa a disposizione è migliore di quella che a maggio è andata ad un soffio dalla conquista della Champions League. Questo è e resta l'obiettivo da non fallire. 

 

Ma le cose questa sera non saranno agilissime. Il Milan resta un cantiere aperto. Giampaolo ha chiesto tempo ed ha bisogno di settimane piene di lavoro per fare assimilare ai suoi tutte le nozioni necessarie per applicare le sue idee. L'allenatore ex Samp ha bisogno di avere a disposizione per un periodo continuativo tutta la sua rosa, senza infortuni, senza arrivi all'ultimo, senza assenze. La sconfitta di Udine ed il Derby alle porte, però, impongono all'allenatore ex Samp di fare punteggio pieno già al Bentegodi nel posticipo di questa terza giornata. 

Di fronte, una squadra che ha sorpreso in avvio. Quattro punti ed un solo gol subito per i coriacei gialloblù di Juric, una delle poche squadre che sembra andare in controtendenza con l'idea di calcio qualitativo ed offensivo che sembra aver preso piede in questa stagione. L'Hellas è l'opposto: una squadra perdetta per chiudersi e ripartire, ottima nel far giocare male l'avversario. Probabilmente una delle squadre con meno qualità in Serie A, ma con fisico, corsa, carattere e tatticismi tipici dell'allenatore allievo di Gasperini.

Per il Verona, un punto conquistato in 10 vs 11 contro il Bologna in casa e poi il colpaccio a Lecce prima della sosta. Quattro punti vitali in ottica di una salvezza che non sarà comunque semplice. La rosa veronese è modesta, ma tatticamente i giocatori allenati da Juric sono davvero rognosi. 

 

Impossibile non parlare di precedenti in avvicinamento di Verona-Milan. Non solo e non tanto quelli del passato, ma anche in tempi recenti. Una sola vittoria e tre sconfitte nelle ultime 4 apparizioni rossonere al Bentegodi contro l'Hellas. 

Sei anni fa, nell'agosto 2013, la sfida terminò 2-1 con gol rossonero in avvio di Poli a cui fece seguito la doppietta di Luca Toni. L'anno successivo, nell'ottobre 2014 vinsero i rossoneri per 1-3 grazie ad una doppietta di Honda. Poi altre due vittorie interne: il 25 aprile 2016 per 2-1 (Menez al 21’,Pazzini 72’ su rigore e Siligardi al 90’+5’) e infine, il 17 dicembre 2017 gara in cui l'Hellas di Pecchia trionfò 3-0 sul Milan di Gattuso. 

In generale, Verona-Milan è un match di grande tradizione in Serie A. Su 27 gare giocate in riva all’Adige, il bilancio premia di misura i padroni di casa con 10 vittorie, 8 pareggi e 9 successi rossoneri.

 

Capitolo formazioni. 

 Qualche dubbio per Juric nel suo 3-4-3. In attacco potrebbe essere arrivato il momento dell'ultimo arrivato Stepinski, affiancato nel tridente da Verre e Zaccagni, in vantaggio su Tutino ed Henderson. A centrocampo Veloso sarà il regista e Amarabat si candida a esserne il compagno, con Lazovic e Faraoni sulle fasce. In difesa ballottaggio tra Kumbulla e Dawidowicz. Questa quindi la probabile formazione: Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Zaccagni, Verre; Stepinski.

 

In casa Milan, Giampaolo recupera quasi tutti i suoi singoli. Restano out solamente Reina ed il lungodegente Caldara. 

Il tecnico ex Samp si porta dubbi in molte zone di campo. Non in difesa, dove davanti a Donnarumma agiranno sempre Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez. 

Nei sei di completamento, unici certi del posto sono Suso e Piatek. Con loro in attacco, ballottaggio Paquetà-Castillejo, con Rebic e Leao in panchina.

A centrocampo Kessiè favorito su Borini, mentre come playmaker Biglia insidia Bennacer. Per il ruolo di mezz'ala sinistra favorito Calhanoglu sullo stesso Paquetà. 

 

 

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