
Personale ricordo di Giovannino Lodetti
Giovanni Lodetti è stato un gigante della storia del Milan
Giovanni Lodetti è stato un gigante della storia del Milan. Perché il calcio, come la vita, non è fatta soltanto dei grandi artisti, ma anche dei manovali e degli umili lavoratori che non amano apparire ma contribuiscono con la loro abnegazione ai successi. A distanza di poche ore dalla sua scomparsa però, non è nostra intenzione ricordare il Lodetti calciatore. Lo lasciamo fare a chi ne ha narrato ed applaudito le gesta. Qui vorremmo raccontare, dal nostro piccolo e privilegiato punto di osservazione, un Lodetti diverso, quello privato che abbiamo avuto la fortuna di conoscere negli anni scorsi. Negli anni scorsi, noi come Milan Day quasi ogni anno organizzavamo dei raduni a Milano e più volte Giovannino è stato ospite nostro. Un ospite insolito perché, pur essendo un personaggio, Giovannino non si atteggiava mai. Aveva sempre un sorriso per tutti, una parola buona, una disponibilità non di facciata. Ricordo che la prima volta che lo vidi mi venne naturale dargli del lei.
Con la bonomia che lo contraddistingueva mi mise una mano sulla spalla e mi disse: "dammi del tu, io sono Giovanni". Mi spiazzò per quella sua capacità immediata di valicare le barriere. E mi strappò un sorriso un attimo dopo quando aggiunse: "fra milanisti è doveroso darsi del tu". Una decina d'anni fa ebbi il privilegio di sedere accanto a lui in una cena del nostro raduno. Mi accorsi che era un uomo che aveva tante cose da dire. Amava parlare del passato e del presente, sciorinava aneddoti in serie, aveva la capacità di parlare con il cuore in mano. Quando l'argomento cadde sui Mondiali del 1970 fu l'unico momento in cui scorsi, sul suo viso, un segnale di tristezza. Era una ferita ancora aperta per lui. "Fu una cosa ingiusta" mi disse con un fremito della voce che, in quel momento, assumeva qualcosa di fanciullesco. Non erano anni semplici per il Milan.
Eppure ricordo una sua frase di quella sera: "vedrai che torneremo e sarà bellissimo". Mi tornò in mente la sera del 22 maggio 2022 dopo quello che tanti milanisti hanno definito lo scudetto più bello di sempre. Una cosa che mi ha colpito moltissimo di Giovanni Lodetti era il rispetto che aveva verso gli altri. Non parlava male di nessuno, neanche di chi, secondo lui, non era stato leale al momento del suo addio al Milan. Aveva un rispetto sacro per gli avversari, era uno sportivo vero. "I giocatori di oggi hanno privilegi che non avevamo ma essendo troppo distanti dalle persone comuni finiscono per perdere il senso della passione. Sono troppo distanti dai tifosi e questo è sbagliato". Questa frase me la disse due volte.
Gli diedi ragione e mi fece pensare tanto. Ricordo che alla fine di quella serata lo ringraziai di cuore per tutto. E lui, quasi commosso, mi disse: "sono io che ringrazio voi perché il vostro affetto mi ha dato tanta gioia". Mentre lo scrivo mi assale un magone, un misto di nostalgia, malinconia e piacere di aver potuto conoscere un personaggio come lui. Che la terra possa esserti lieve caro Giovannino. Tutti noi siamo lieti di averti conosciuto.















