sanità lombarda

 

Elogio della Lombardia

 

Una storia personale per rendere onore al vero motore del Paese

 

Circa un anno fa, era il 14 maggio (una data che non posso evidentemente scordare), mio padre fu colpito da un ictus. Chi mi conosce sa che mai nella vita avrei scritto in un pezzo pubblico un fatto personale, dato che sono molto geloso della mia privacy e non amo mettere in piazza questioni che ineriscono la mia famiglia ed i miei affetti.

Ho sempre pensato infatti che le questioni della vita privata andassero protette in maniera sacrale, in primis perché renderle di dominio pubblico non porta benefici a nessuno ed in secondo luogo perché credo che ognuno di noi dovrebbe proteggere il proprio privato dall'invadenza e dai giudizi di chi tende a valutare conoscendo le cose solo con superficialità.

Se ho deciso di scrivere questo pezzo e di far così una eccezione ad una regola aurea del mio modo di intendere la vita, è per una ragione nobile. Sento infatti che sia giusto difendere la Lombardia da una serie di attacchi che ha subito in queste ultime settimane e che ho trovato indegni, vili, finanche indecenti nella loro portata offensiva.

Da quel 14 maggio dell'anno scorso, per qualche mese, è purtroppo cambiata la vita mia e della mia famiglia. Alla fortuna immensa di essere riusciti a prendere in tempo quell'ictus, si è infatti contrapposta la necessità di modificare alcuni stili di vita ed alcune abitudini che avevamo prima.

Per qualche mese mio padre non è stata più la stessa persona che avevo visto fin da bambino. Vedere una persona che ami perdere autonomia ed iniziare a stare male è una cosa molto triste. La circostanza ti abbatte ancor di più se, in alcuni momenti, ti senti quasi inerme e non sai bene come muoverti.

Mio padre infatti, dopo quasi due mesi, aveva recuperato con fatica le funzioni che aveva perso, ma rimaneva debole, molto debole e faceva enorme fatica a riprendere una vita normale.

Ed è qui che entra in gioco la Lombardia perché, finalmente, nel mese di settembre la mia famiglia ed io siamo riusciti a salire a Milano dove, in un centro di eccellenza (uno dei tanti che ci sono in questa straordinaria regione) lo hanno praticamente rimesso a nuovo.

Non voglio entrare nei dettagli delle terapie e delle visite che gli hanno fatto perché rischierei probabilmente di essere impreciso e di dire qualcosa di inesatto dato che la scienza medica non è il mio campo.

Ci tengo soltanto a testimoniare che dopo quei giorni trascorsi in quella struttura, la vita di mio padre è tornata simile a quella prima dell'ictus perché ha finalmente ritrovato le forze che aveva prima e non l'ho più visto camminare, dovendosi sedere dopo 100 metri perché privo di forze.

Proprio in quei giorni, inoltre, guardandomi attorno ho visto qualcosa che mi ha fatto riflettere molto: c'erano centinaia di persone provenienti da tutte le parti d'Italia che erano proprio lì, in Lombardia, al fine di accedere al sistema sanitario lombardo e per essere curati con i migliori servizi e le migliori tecnologie possibili.

Questa regione secondo me ha dato e dà tantissimo al nostro paese in termini di risorse, non soltanto economiche ma soprattutto professionali ed umane.

Il dramma del COVID 19 che ha duramente colpito la Lombardia è stato per me un vero e proprio colpo al cuore perché, pur essendo nato nel profondo Sud, sento tanto affetto e tantissima riconoscenza verso questa terra.

Penso e credo che parlare male del sistema sanitario lombardo possa forse portare dei vantaggi a qualcuno in termini politici, ma non renda giustizia ed onore ad una Regione eccezionale, composta da donne e uomini laboriosi che hanno un'etica del lavoro e dell'operosità perfettamente conciliante con l'umanità e con il calore umano.

Ricordo ancora, con infinita dolcezza, un medico lombardo bravissimo che, dopo l'ultima visita a mio padre, gli disse con affetto che poteva e doveva arrivare al traguardo dei 100 anni.

Questa storia, che ho voluto raccontare forzando un po' il mio modo di essere, è solo una delle tantissime storie di molti italiani che vivono in ogni parte di questo stivale e che, presto o tardi nella loro vita, sono chiamati ad avere a che fare col sistema sanitario lombardo e con l'umanità e la professionalità del suo popolo.

Sono convinto che questa Regione vada prima di tutto amata e rispettata da noi italiani, perché senza di essa saremmo tutti molto più poveri e molto più soli nei momenti di difficoltà.

Le critiche, ovviamente, sono sempre ammissibili, ma tenendo ben salda quella che è la realtà dei fatti ed il rispetto sacrale verso questo straordinario popolo che dà lustro all'intero Paese.

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