bosnia

 

Una storia che esplode all’improvviso

 

Un ragazzo che in tre giorni è diventato un caso mondiale

 

Fino a martedì pomeriggio, mentre seguivo le notizie, il nome di Esmir Bajraktarevic per me era uno dei tanti che senti ogni tanto senza farci troppo caso. Poi è bastato un rigore per cambiare tutto. In tre giorni questo ragazzo è diventato un nome che gira ovunque, perché con quel tiro ha portato la Bosnia al Mondiale ed è stato lui a chiudere la porta all’Italia per la terza volta di fila. Oggi, sulle pagine del Corriere dello Sport, il suo nome compare anche accanto al Milan.

 

La sua storia parte da molto lontano. Esmir è nato nel 2005 negli Stati Uniti, nello stato del Wisconsin. È lì che è cresciuto, sia come persona che come calciatore. Il suo percorso nel professionismo è iniziato con i New England Revolution, che prima lo hanno fatto giocare nella squadra riserve e poi gli hanno dato spazio in MLS. In due anni a Boston ha fatto abbastanza bene da attirare l’attenzione del PSV Eindhoven, che nel gennaio 2025 lo ha portato in Olanda per 3 milioni di euro. In Eredivisie, fino ad ora, ha raccolto 5 gol e 2 assist in 33 presenze.

 

Il motivo per cui martedì si è ritrovato a calciare quel rigore è legato alle sue origini. I suoi genitori erano fuggiti dalla Bosnia per la guerra e si erano trasferiti in America. Dopo aver giocato per alcune selezioni giovanili statunitensi, Esmir ha scelto di rappresentare la Bosnia, il paese che ha sempre sentito suo. In rete sta girando anche un video di quando era bambino, mentre gioca con la maglia di Edin Dzeko. Martedì, per 120 minuti, è stato un problema continuo per l’Italia, sia in parità numerica che in superiorità. Ha corso, ha saltato l’uomo, ha creato occasioni. E poi ha segnato il rigore che lo ha fatto entrare nella storia del suo paese.

 

In tutto questo, il Milan lo osserva già da tempo. Come ricordato dall’osservatore Palma nelle ore precedenti alla partita, il club segue un metodo preciso: affiancare giocatori esperti, come potrebbe essere Goretzka, a profili giovani e di prospettiva. Bajraktarevic rientra proprio in questa categoria. Al momento non c’è nulla di concreto, solo un interesse che potrebbe diventare qualcosa di più. Molto dipenderà dal suo finale di stagione e dal Mondiale che lo aspetta, perché l’entusiasmo che si è creato attorno a lui potrebbe spingerlo ancora più in alto.

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