Pagellone (Milan e non solo)

 

Chi si è mosso meglio e chi peggio in Serie A ? Qual'è la valutazione del mercato rossonero? quali le migliori sorprese e i migliori affari? è tempo di tirare le somme per le squadre di Serie A

 

Ieri sera allo Sheraton di Milano è andato agli archivi anche il Calciomercato estivo per la stagione 2021-22. Una giornata che si è chiusa con Zaccagni alla Lazio, Keità al Cagliari e soprattutto Caputo alla Samdria. Un mercato povero (di soldi e di idee) ma con movimenti davvero sorprendenti. L'Italia è stata depauperata di molti giocatori di rilievo come Lukaku, De Paul, Ronaldo, Donnarumma, ma il campionato non sembra, per ora, risentirne. Le società hanno, piuttosto, deciso di investire sul cambio di guida tecnica: mai cosi' tanti cambi di allenatori. Basterà questo per tenere il calcio italiano a livelli competitivi in Europa? Il cammino delle italiane in Champions, Europa e Conference League emetterà la sentenza. 

Ma chi si è mosso meglio e chi peggio in questo mercato?

Non andremo a fare un'analisi squadra per squadra, ma andremo a vedere le tre squadre che hanno fatto meglio e le tre che hanno fatto peggio, oltre ad un commento generale sul mercato del Milan. 

Partiamo dalle note dolenti. 

Il peggior mercato della A è probabilmente quello della Juventus. Tanti rientri dai prestiti (Perin, De Sciglio, Pellegrini), un riscatto onerosissimo come quello di McKennie (oltre 20 milioni), l'arrivo di Locatelli con la classica operazione fumosa con il Sassuolo e poi la questione attacco. Dentro Kajo Jorge e Kean (pagato oltre 35 milioni) e fuori Cristiano Ronaldo. In uscita anche Demiral, tamponato dal rientro di Rugani. Un mercato sottotono che non solo non ha risolto i problemi di una Juventus che lo scorso anno ha palesato tutte le difficoltà di una rosa mal costruita, ma che ha perso anche i 30 gol a stagione di Cr7. Il bilancio sorride, il campo forse meno. Tutto in mano ad Allegri, chiamato a fare un miracolo nel vincere lo scudetto. 

Non spicca nemmeno il Napoli, che sostanzialmente lascia la rosa così com'era, sostituendo Bakayoko con Anguissa, retrocesso col Fulham, e Maksimovic con Juan Jesus. L'unica nota importante è il rientro dal prestito al Crotone di Ounas, su cui Spalletti conta molto. Di contro, il tecnico toscano può essere contento che nessuna cessione è stata portata avanti: salvi quindi Fabian e Koulibaly. Due conferme non scontate. Mercato, comunque, da 5. 

 Chiudiamo il podio dei peggiori con l'Hellas Verona, che si affida a Di Francesco dopo i fallimenti Sampdoria e Cagliari. Tante le perdite illustri rispetto alla scorsa stagione: Zaccagni, Silvestri, Dimarco, Salcedo e Lovato su tutti. In ingresso spicca solamente Simeone, dove c'erano però già Lasagna e Kalinic. Un mercato poco lineare e sensato, che condanna i veronesi ad essere tra le candidate alla retrocessione assieme a Salernitana, Spezia e Venezia. 

 

La squadra che invece si è mossa meglio e merita l'oscar del mercato è senza dubbio la Fiorentina. 

L'arrivo di Nico Gonzalez rischia di essere il colpaccio dell'intero mercato, unito a due conferme tutt'altro che scontate. Da un lato il rinnovo di Milenkovic e dall'altro la resistenza alle offerte monstre per Dusan Vlahovic. A questo aggiungiamo i nomi di Nastasic (al posto di Pezzella), Torreira e Odriozola ed ecco che Italiano si ritrova in mano una squadra che zitta zitta può puntare alle zone nobili della classifica. Assurdo se si pensa da dove si era partiti: salvezza raggiunta per un pelo e caos con Gattuso. Ed invece Barone e Pradè hanno lavorato alla grande. 

Tra chi si è mosso meglio inseriamo anche Roma e Atalanta. 

In casa giallorossa il colpaccio è Jose Mourinho. Ma non solo: Abraham è un attaccante completo, giovane e moderno. Forse è stato speso troppo per lui, ma il giocatore è di sicuro valore. Buona anche l'operazione Shomurodov. Rui Patricio è un valido portiere, cosa che la Roma non aveva un anno fa, e Vina una buona alternativa a Spinazzola infortunato. Manca chiaramente qualcosa tra difesa e centrocampo, ma le casse dei giallorossi erano quel che erano. 

E poi l'Atalanta. Il colpo è la cessione di Romero per quasi 60 milioni. Un'enormità in epoca Covid. La sua sostituzione è rappresentata dagli arrivi di Demiral e di Lovato, vera scommessa in mano a Gasperini, dopo il passaggio fruttuoso sotto Juric. In mezzo una possibile sorpresa: Koopmeiners. Può essere l'intuizione del mercato. Zappacosta e Pezzella sono ottime alternative sugli esterni, mentre Musso è un colpo importante, in netto miglioramento rispetto a Gollini. Manca qualcosa tra trequarti e attacco. Ilicic e Zapata restano controvoglia e manca un cambio di passo sulla trequarti. 

 

 Veniamo al Milan. Secondo il sottoscritto, Maldini e Massara hanno messo assieme un mercato da 6,5. 

Dieci-undici arrivi (a seconda di come si considera Tonali), qualche addio doloroso, tanti investimenti. Andiamo per punti, tra aspetti positivi e quelli che più lasciano dubbi sul mercato rossonero.

Aspetti positivi:

- conferma di Tomori: il centrale ex Chelsea si è dimostrato un potenziale top nel ruolo. La sua conferma, soprattutto a quelle cifre, non era scontata e da sicurezze al reparto difensivo di Pioli.

- Brahim Diaz e Bakayoko per due anni: i troppi prestiti hanno fatto storcere il naso negli scorsi mesi, ma ottenere due giocatori come Diaz e Bakayoko per due anni, dando quindi continuità e solidità alla rosa, spendendo relativamente poco rappresenta un plus importante in questo mercato

- Florenzi polivalente vice Saelemaekers e Calabria: esperienza, mentalità vincente, duttilità, cattiveria agonistica. Florenzi jolly importante nelle mani di Pioli

- Maignan: bloccato ad aprile come nuovo numero 1, il francese rappresenta un prospetto importante nel suo ruolo. Difficilmente il Milan poteva trovare di meglio a quelle cifre. Donnarumma è già un ricordo

- Giroud: qualche scetticismo sulla tipologia di acquisto c'era. In molti volevano un secondo titolare piu' giovane in attacco e non uno "stagionato" esperto come vice Ibra. Il giocatore, però, non si discute, nonostante l'età e nonostante in carriera non abbia mai fatto una caterva di reti. La partenza è ottima: dovrà essere Pioli a gestirlo al meglio per averlo sempre pronto alle spalle di Ibrahimovic, che resta il totem di questa squadra.

Aspetti negativi o "fumosi":

- Ballo Tourè vice Theo: più di qualche perplessità desta la figura del 24enne ex riserva del Monaco con poche prospettive e potenziale. Con gli stessi soldi il Milan poteva prendere un profilo più pronto per la A. Siamo certi che se mancherà Theo, Pioli si affiderà a lui piuttosto che adattare Florenzi o Calabria?

- questione trequartista: ci sta perdere Calhanoglu (l'offerta era valida, la strategia attendista meno), ma non farsi trovare impreparati in quel modo. Serviva un piano B chiaro e identificato. Il Milan è invece andato avanti impazzito come la pallina di un flipper fino al 31 agosto per poi cadere su Messias, che con tutto il rispetto è un estremo ripiego. Pieno appoggio al brasiliano, alla sua voglia di rivalsa, alla sua storia bellissima, anche alle sue qualità indiscutibili. Ma in questa zona il Milan è certamente meno forte di un anno fa, ed è zona nevralgica e fondamentale per il calcio di Pioli, che aveva in Calhanoglu un perno fondamentale del suo gioco.

- questione esterno destro: nonostante la partenza di Hauge, alla fine non è arrivato nessuno a rafforzare il reparto degli esterni. Un problema che il Milan si porta avanti irrisolto da almeno un paio di mercati. Saelemaekers, Castillejo e Florenzi non rappresentano un trittico di pari valore rispetto ad altre zone di campo.

- terza punta: Pellegri grosso punto interrogativo per questioni fisiche e comportamentali. Anche qui: se malauguratamente Ibrahimovic e Giroud dovessero mancare la sensazione è che si tornerà comunque su Leao o Rebic. 

 

Adli non finisce ne in una sezione ne nell'altra. Ci sta l'arrivo di un giocatore in prospettiva ritenuto forte dallo scouting rossonero, che lo avrà certamente osservato a lungo. Poco condivisibile la politica di lasciare il giocatore un anno al Bordeaux per ottenere uno sconto, quando poi alcune delle operazioni sulla trequarti sono fallite per mancanza di fondi. Giocatore che per ruolo e caratteristiche poteva serivre già da subito. Non si poteva aumentare l'offerta al Bordeaux, prendere subito Adli ed evitare l'operazione Messias?

 

Non inseriamo in questo contesto i rinnovi, che strettamente non fanno parte del mercato, quindi Kessie, Romagnoli e Calabria stanno in una valutazione a parte.

In definitiva il Milan sulla carta ha una difesa (compresa la porta) da top team italiano. Reparto lungo e competitivo. Lo stesso dicasi per il centrocampo: in poche hanno 4 giocatori del livello di quelli del Milan. La trequarti è invece probabilmente la meno forte delle famose  "7 sorelle" e in avanti dipende tutto da quante gare potrà fare Ibrahimovic.

 

Ma la parola ora va al campo. E solo quello conterà. E come sempre tutto si potrà ribaltare. Le operazioni oggi considerate ottime potranno rivelarsi fallimentari e viceversa. Finalmente finisce il mercato e inizia la stagione. Fuoco alle polveri. 

 

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