
Una squadra da sistemare
Equilibrio e attacco: la sfida che arriva
Quando penso a questa squadra, la prima cosa che mi viene in mente è che nel calcio non esistono magie che durano per anni. Le cose che si ripetono tante volte non succedono per fortuna. Se una squadra arriva quasi sempre nelle prime posizioni e conquista la Champions League in 4 stagioni su 5, e magari anche 5 su 6, vuol dire che il livello è stato alto per davvero. I numeri lo dicono chiaro: il valore c’è stato e si è visto nel tempo.
Per questo motivo, quello che sta succedendo nella stagione 2024-2025 non cambia tutto. È un anno diverso dagli altri, non la nuova regola. La continuità degli anni passati parla più forte di qualsiasi momento difficile.
Io però faccio una distinzione che per me è importante. Una squadra può essere forte, ma non per forza costruita nel modo migliore. E qui nasce tutto il discorso che voglio spiegare.
All’inizio del progetto si pensava a un modo di giocare molto preciso: un 4-3-3, con tre attaccanti e un’impostazione più offensiva. Poi sono arrivate le partite vere, e lì non puoi nasconderti. L’allenatore ha capito che serviva più equilibrio e ha cambiato tutto, passando al 3-5-2.
Con tre difensori centrali, la squadra riesce a stare più compatta. Le distanze tra i reparti sono più corte, i movimenti più ordinati, e la fase difensiva diventa più solida. Questo sistema ha permesso di non perdere equilibrio e di non concedere troppo agli avversari.
Il problema è che, dall’altra parte, l’attacco non riesce a esprimersi come potrebbe. I giocatori offensivi più importanti — Rafael Leao, Pulisic, Nkunku e Santiago Gimenez — hanno sempre fatto meglio in un tridente. Sono calciatori che rendono al massimo quando possono muoversi in un attacco a tre, con più libertà e più spazi.
Con due punte, invece, diventa tutto più complicato. Non è una questione di qualità, perché i nomi parlano da soli. È proprio una questione di struttura: il modulo che dà stabilità dietro non è lo stesso che permette di sfruttare al massimo il potenziale davanti.
E questo, per me, è il punto più importante da affrontare nei prossimi mesi. Dentro al club questo tema dovrà pesare tantissimo. Da una parte c’è una difesa che ha trovato una sua solidità. Dall’altra c’è un attacco che può dare molto di più, ma che oggi non riesce a farlo come potrebbe.
La sfida sarà trovare un modo per tenere insieme queste due cose. Servirà il lavoro dell’allenatore sul campo e serviranno anche scelte di mercato mirate. L’obiettivo sarà costruire una squadra che resti compatta dietro, ma che riesca anche a sfruttare al massimo Rafael Leao, Pulisic, Nkunku e Santiago Gimenez.
Tutto questo diventerà il tema principale della stagione 2026-2027. Non si tratta solo di cambiare modulo, ma di trovare una struttura che permetta alla squadra di essere solida e pericolosa allo stesso tempo. I risultati degli ultimi anni dicono che la base è forte. Ora bisogna sistemare la forma per farla rendere ancora meglio.






