
Un percorso costruito con logica, non con i miracoli
Una stagione solida spiegata dai numeri e dal valore della squadra
In questi mesi ho pensato spesso al lavoro fatto da Massimiliano Allegri, perché prendere in mano la squadra dopo un’annata piena di errori non era affatto semplice. Rimettere ordine in un ambiente che arrivava da una stagione complicata richiedeva calma, idee chiare e tanta esperienza. Però, quando sento parlare di “miracolo”, mi rendo conto che questa parola non descrive davvero ciò che sta succedendo.
Per capire perché, basta partire da un concetto semplice: un miracolo sportivo è qualcosa che va oltre ogni logica. Per esempio, sarebbe un miracolo vedere l’Udinese qualificarsi alla Champions League. Se invece la squadra dovesse tornare nella massima competizione europea, non sarebbe altro che la conferma di un percorso che negli ultimi anni è stato quasi sempre costante.
Guardando i risultati dal periodo post-Covid, la squadra ha centrato la Champions League quattro volte su cinque: 2021, 2022, 2023 e 2024. In questi anni sono arrivati un primo posto, due secondi posti e un quarto posto, tutti con Stefano Pioli in panchina. L’unica eccezione è stata la stagione 2024/2025, chiusa all’ottavo posto e senza qualificazioni europee.
Un altro punto importante riguarda il valore della rosa. È stato ricordato che il club potrebbe essere quello italiano con più giocatori al prossimo Mondiale. Non è una prova assoluta, ma è un dato che pesa molto quando si parla di qualità. Inoltre, secondo i dati riportati da transfermarkt.it, il valore complessivo della rosa è il terzo più alto della Serie A, dietro solo a Inter e Juventus. È un’informazione oggettiva, che non può essere ignorata quando si analizza la forza dell’organico.
È vero che ci sono aspetti da migliorare, soprattutto dal punto di vista strutturale, ma definire la rosa “scarsa” non corrisponde alla realtà. Lo dimostra anche il fatto che la squadra è vicina a raggiungere l’obiettivo Champions nonostante abbia dovuto fare a meno, per lunghi tratti, delle versioni migliori di Rafael Leao e Christian Pulisic, entrambi frenati da infortuni importanti.
Per come la vedo io, oggi solo Inter e Napoli hanno un organico più completo e profondo. Per questo motivo non c’è nessun miracolo da raccontare. C’è solo una stagione costruita con logica, con un allenatore che ha rimesso ordine e con una rosa che ha valori reali, spesso sottovalutati da chi preferisce ripetere giudizi già sentiti.















