
Una vittoria che dà respiro
Tre punti pesanti e un segnale forte sul domani
Io questa partita l’ho vissuta con tanta tensione, perché la squadra ha fatto davvero fatica. Il gioco non è stato bello, abbiamo sofferto per lunghi tratti e abbiamo creato poco. Però alla fine ci ha pensato Adrien Rabiot con un gol pesantissimo che ha cambiato tutto. Con quella rete siamo riusciti a portare a casa tre punti fondamentali, e il distacco dal quinto posto è salito a otto punti, che diventano nove contando gli scontri diretti con il Como. Per me questo è stato il vero risultato del weekend.
L’allenatore arrivava da un periodo complicato, con tre sconfitte nelle ultime quattro partite, e sapeva che serviva solo una cosa: vincere. In settimana però si era parlato più del suo futuro che della gara, perché erano uscite tante voci su una possibile chiamata della Nazionale e su un amministratore delegato non del tutto convinto del gioco espresso finora.
Nel dopo partita, i giornalisti di Dazn gli hanno chiesto in modo diretto cosa stesse succedendo. E lui, per la prima volta in questa stagione, ha risposto senza lasciare dubbi. Ha detto: “Ma tanto in questo momento qui non c’è nessuna telefonata, il mio pensiero è sul Milan. Abbiamo iniziato un percorso insieme e lo proseguiremo insieme”. Quando l’ho sentito parlare così, mi è sembrato un messaggio molto chiaro su dove vuole stare adesso.
Per capire davvero come andrà a finire bisognerà aspettare la fine della stagione, quando ci sarà un confronto tra Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic, Giorgio Furlani, Igli Tare e il tecnico. Lui è sempre molto bravo a evitare risposte troppo dirette, ma una cosa l’ha fatta capire: accetta un progetto giovane, però vuole anche una squadra forte subito. Vuole giocatori che possano arrivare al livello di campioni come Luka Modric e lo stesso Adrien Rabiot, che ha citato come esempi.
Nel dopo partita hanno parlato anche due leader dello spogliatoio: Adrien Rabiot e Matteo Gabbia. Tutti e due hanno detto chiaramente che vogliono continuare con questo allenatore. Questo sostegno arriva in un momento preciso e fa capire quanto il gruppo sia legato al percorso iniziato a luglio. Il futuro del tecnico è collegato anche a quello di Luka Modric, che resterebbe solo in caso di conferma. E ci sono altri giocatori che potrebbero cambiare idea se ci fosse un cambio in panchina.
Il tecnico, come è stato raccontato, vuole una squadra più forte e pensa che i problemi di quest’anno siano dovuti ai limiti attuali della rosa. Vuole continuare a parlarne con Giorgio Furlani, dopo il summit in sede di tre giorni fa e il pranzo a Milanello alla vigilia della partita. Il dialogo è aperto e lui ha mandato un messaggio molto diretto su cosa serve per alzare il livello.
Per rendere la squadra davvero competitiva, il tecnico chiede almeno cinque acquisti importanti:
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un difensore centrale forte da mettere subito titolare,
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un altro difensore come riserva,
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un centrocapista per dare qualità al centrocampo,
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un giocatore di livello sulla fascia sinistra,
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e un grande attaccante.
Il messaggio che ha voluto far arrivare è semplice: per migliorare il gioco e la classifica servono investimenti veri su giocatori pronti. La sua priorità resta la panchina rossonera per tre motivi: ha un contratto lungo, ha un rapporto forte con lo spogliatoio e con l’ambiente, e al momento non c’è un’offerta alternativa che lo convinca davvero.















