
Un lampo che vale oro
Un gesto decisivo riaccende la corsa e cambia l’umore
Oggi ho riguardato la partita vinta 0-1 e mi è rimasto addosso un pensiero semplice: a volte basta un’azione per cambiare tutto. È successo quando Rafael Leao ha messo in porta Adrien Rabiot, firmando l’unica rete della gara e riportando la squadra al secondo posto, con un margine importante sul quinto posto occupato da Como e Roma.
Il mister, in conferenza, aveva detto che si aspettava una reazione forte da Leao, e alla fine aveva ragione. Dopo i fischi della settimana scorsa e tutte le critiche che si porta dietro da mesi, il portoghese è tornato a incidere su un gol in campionato. E per lui non era una cosa da poco.
L’ultima volta che aveva servito un assist risaliva al 15 gennaio, sempre contro il Como, e sempre per Rabiot. Anche quella volta era stato decisivo. In una stagione piena di discussioni, momenti complicati e voci di cessione, Leao è comunque arrivato a dodici partecipazioni ai gol in campionato: nove reti e tre assist.
Questi numeri diventano ancora più pesanti se si pensa ai punti che ha portato. Le sue dodici giocate decisive hanno fruttato quindici punti. Nessuno in Serie A ha inciso più di lui, tranne Rasmus Hojlund, che con tredici contributi è arrivato a diciassette punti. Se si mettono insieme minuti giocati e punti conquistati, il numero 10 ha medie che fanno impressione.
La cosa che colpisce è che tutto questo lo ha fatto in condizioni fisiche difficili. Per quasi tutta la stagione ha giocato senza poter sfruttare lo strappo e la mobilità che lo hanno sempre reso speciale. Eppure, nei momenti che contavano davvero, è riuscito comunque a lasciare il segno con gol e assist, anche se non sempre con la continuità che i tifosi vorrebbero da chi porta quel numero sulle spalle.
La partita di Verona lascia tre punti fondamentali, ma anche una certezza: nonostante i fischi di San Siro della settimana scorsa, Leao resta il giocatore che ha portato più punti in questa corsa alle prime quattro posizioni. E questo è un dato che pesa tantissimo, perché significa avvicinarsi a una competizione come la Champions League.















