
Un decennio di attaccanti che non ha funzionato
Tanti investimenti, pochi gol: numeri che fanno riflettere
Quando penso agli ultimi attaccanti che hanno davvero lasciato il segno da noi, mi vengono subito in mente Ibrahimovic e Giroud. Due giocatori arrivati praticamente a costo zero, eppure capaci di fare quello che tanti acquisti milionari non sono riusciti a fare. Se tolgo i prestiti, i colpi low cost e i giocatori presi quasi per scommessa, l’ultimo investimento vero e riuscito in attacco è stato Carlos Bacca, pagato circa 30 milioni nell’era Galliani-Berlusconi.
Negli ultimi dieci anni, però, la situazione è stata molto diversa. Sono stati spesi 220 milioni di euro per dieci attaccanti che non sono riusciti a rendere come ci si aspettava. Parliamo solo di giocatori che hanno agito al centro dell’attacco, non delle ali. Una cifra enorme, che racconta quanto sia stato complicato trovare un bomber affidabile.
Gli ultimi due arrivati sono stati Christopher Nkunku e Santiago Gimenez, pagati rispettivamente 37 milioni e 30.7. In due, tra febbraio 2025 e aprile 2026, hanno segnato appena tredici gol. Gimenez ha segnato contro Empoli, Verona, Feyenoord, Venezia, Bologna (due volte) e Lecce. Nkunku, invece, ha segnato in Coppa Italia contro la Roma, poi ha fatto una doppietta contro il Verona a dicembre e ha colpito anche contro Fiorentina, Como e Bologna. Quasi 70 milioni per 13 reti totali: praticamente cinque milioni e mezzo a gol.
Prima di loro c’era stato Morata, pagato 17.2 milioni dall’Atletico Madrid. La sua esperienza è durata sei mesi e si è chiusa con appena sei gol. È stato il primo attaccante centrale acquistato dalla nuova proprietà americana, perché gli altri – Abraham, Jovic, Giroud, Origi e Ibrahimovic – erano arrivati a parametro zero o in prestito.
Prima ancora c’era stato l’acquisto di Lazetic, costato circa 5 milioni nell’inverno dello scudetto. Un’operazione che arrivava dopo un lungo periodo senza investimenti veri, interrotto solo da Piatek, pagato 35 milioni dopo mezza stagione al Genoa. Il polacco era arrivato per sostituire Higuain, che era costato 10.2 milioni di prestito oneroso. Piatek era partito fortissimo e aveva quasi trascinato la squadra in Champions League, mentre Higuain si era fermato dopo una partita complicata contro la sua ex squadra, con un rigore sbagliato e un’espulsione. Alla fine, l’argentino aveva segnato 8 gol in metà stagione.
Tornando ancora indietro, ci sono stati André Silva e Kalinic, che insieme erano costati circa 62 milioni nell’estate delle “cose formali”. In due avevano segnato sedici gol. Gli ultimi due acquisti dell’era Berlusconi erano stati Lapadula, pagato circa 9.5 milioni, e Luiz Adriano, arrivato poco dopo Bacca per 14 milioni.
Alla fine, la somma è impressionante: 220 milioni spesi senza ottenere un vero ritorno. I parametri zero hanno fatto molto meglio dei giocatori pagati a peso d’oro. È un trend che, per forza di cose, dovrà cambiare dalla prossima estate.















