Tenere la rotta
Sei partite per ritrovare serenità e obiettivi
In questi giorni, mentre guardo quello che succede intorno alla squadra, mi sembra che a Milanello l’aria sia diventata pesante. Le due sconfitte di fila non hanno aiutato per niente, e tutto quello che è arrivato dopo ha solo aggiunto rumore: i fischi a Rafael Leao, le parole non proprio tranquille di Adrien Rabiot dopo la gara contro l’Udinese, e poi tutte le voci sul futuro dell’allenatore, con qualcuno che lo immagina già altrove se dovessero cambiare certe cose ai vertici del calcio italiano.
Siamo ad aprile, e come sempre in questo periodo iniziano a girare mille storie, alcune vere, altre completamente inventate. Ma la cosa più importante, adesso, è riuscire a non farsi distrarre. La squadra ha un compito preciso: chiudere il campionato nel modo migliore possibile e conquistare un posto nella prossima Champions League. Tutto il resto, per quanto possa fare rumore, non deve diventare un ostacolo.
Il percorso riparte domenica, in una trasferta che negli anni ha spesso lasciato brutti ricordi. Il Bentegodi non è mai un campo semplice, e anche se il Verona ha poche possibilità di salvarsi, non si può pensare che sarà una partita facile. L’allenatore lo sa bene: sottovalutare sarebbe il modo peggiore per complicarsi la vita.
Dopo questa gara arriverà una sfida che può cambiare tantissimo: quella contro la Juve. I bianconeri, con Luciano Spalletti, hanno trovato una certa stabilità e ora sono quarti, dopo aver superato il Como. È una partita che può segnare un prima e un dopo nella stagione. Subito dopo ci sarà la trasferta contro il Sassuolo, che è praticamente salvo e potrebbe giocare senza pressioni, con la testa libera e le gambe leggere. E questo, a volte, è ancora più difficile da affrontare.
Le ultime tre gare saranno contro Atalanta, Genoa e Cagliari. La Dea potrebbe essere ancora in corsa per un posto in Europa, mentre le due rossoblù stanno lottando per salvarsi e hanno bisogno di punti pesanti. Sono partite che non puoi prendere alla leggera, soprattutto perché anche le dirette concorrenti — Juve, Como e Roma — stanno vivendo un campionato pieno di alti e bassi.
Alla fine, però, la cosa più importante è che la squadra ha il destino nelle proprie mani. Le voci possono solo creare confusione, e in questo momento non servono. C’è un obiettivo chiaro davanti, e raggiungerlo è il primo passo per costruire quello che verrà dopo.















