
Ritrovare il passo giusto
Una trasferta che può cambiare l’aria
In questi giorni penso spesso a una parola: ripartire. Non come un’idea buttata lì, ma come qualcosa che senti proprio dentro, come quando devi rialzarti dopo una caduta. È così che mi sembra il momento del Milan. Domenica pomeriggio torniamo al Bentegodi, e io ho quella sensazione che ti prende quando sai che devi dimostrare qualcosa a te stesso prima ancora che agli altri.
Le ultime trasferte non sono state leggere. Le sconfitte con Lazio e Napoli hanno rotto un po’ il ritmo, come quando pedali e all’improvviso perdi la cadenza. E ora tocca rimettere insieme tutto, trovare equilibrio, ricostruire fiducia lontano da San Siro.
L’ultima volta che abbiamo sorriso fuori casa è stata il 1° marzo, a Cremona. Era mezzogiorno e mezzo, e avevamo segnato con Pavlovic e Leao. Anche lì arrivavamo da una sconfitta interna, quella contro il Parma di Carlos Cuesta, e davanti c’era un big match enorme: il derby con l’Inter. Riguardando quel momento, mi sembra quasi di vedere lo stesso film che torna, con le stesse sensazioni che si ripresentano.
E allora penso a Verona come a una specie di pianura dopo una salita. Come quando un ciclista, dopo aver fatto fatica, cerca un tratto più semplice per ritrovare il ritmo. Questa partita non è solo una partita: è un passaggio per rimettere in moto la corsa verso la Champions League 2026/2027. Serve per respirare meglio, per rimettere ordine nella testa e nelle gambe.
E non c’è tempo per fermarsi. Dopo il Bentegodi ci aspetta la Juventus, una sfida che pesa sempre tantissimo. Arrivarci con una vittoria cambierebbe tutto: l’umore, la pressione, la sensazione di avere di nuovo il controllo delle cose.
Intanto noi tifosi guardiamo questo momento con un filo che collega Cremona e Verona. Non perché crediamo nei segnali magici, ma perché sappiamo che certe risposte arrivano proprio quando sembrano più difficili. E la speranza è che, come allo Zini, anche stavolta il Milan sappia reagire nel momento più delicato.















