
Una scelta che sembra un labirinto
Tra due strade che si incrociano sempre
A volte mi sembra che capire cosa passa nella testa di un allenatore sia impossibile. E con Massimiliano Allegri questa sensazione è ancora più forte. Però, anche se non possiamo leggere i pensieri di nessuno, possiamo provare a immaginare i bivi davanti a lui. È un po’ come quando giochi a un videogioco e devi scegliere quale porta aprire, senza sapere cosa c’è dietro.
Ho letto sulla Gazzetta dello Sport che Luca Bianchin ha messo insieme una lista di motivi per cui Allegri potrebbe restare dove si trova adesso, e altri motivi per cui potrebbe invece andare a Coverciano. E mentre leggevo, mi sembrava di vedere due strade che si allontanano e poi si riavvicinano.
Da una parte c’è la città dove si sente a casa. Qui ha vissuto tanto, e qui potrebbe tornare in Champions League dopo anni lontano da quella competizione. Sarebbe una specie di risalita, come ha scritto Bianchin. E poi c’è la nazionale: è un obiettivo enorme, ma non subito. Anche perché la Federazione sta vivendo un periodo complicato, con dimissioni, discussioni, riforme mai arrivate e un gruppo di giocatori che deve essere rinnovato. La famosa giacca con le quattro stelle può aspettare ancora un po’.
Dall’altra parte, però, c’è proprio la nazionale. E tanti pensano che Allegri sia perfetto per quel ruolo. Più adatto, per esempio, rispetto ad Antonio Conte. Conte aveva lasciato Coverciano per problemi legati all’organizzazione degli stage e perché gli mancava l’allenamento quotidiano, quello che ti dà adrenalina ogni settimana.
Allegri è diverso. Come ha scritto Bianchin, “non è ossessionato dal lavoro sul campo, gestisce le pressioni come pochi, allena meglio le partite importanti”. E poi c’è il Mondiale, che sarebbe un traguardo gigantesco nella sua carriera, un palcoscenico che non ha mai vissuto. Qualcuno, guardando la situazione attuale del club, dice anche che non è un momento semplice: ci sono tante cose da sistemare, soprattutto sul mercato, e serve chiarezza tra i dirigenti per evitare altri casi come Mateta o André.
In tutto questo, il tempo è una specie di arbitro silenzioso. Le squadre e le nazionali vivono ritmi completamente diversi. La Federazione eleggerà il nuovo presidente solo il 22 giugno, e per un club questa data è lontanissima. In quel periodo, Allegri potrebbe aver già parlato con i dirigenti e iniziato a preparare la stagione 2026-27, magari contando sugli introiti della Champions. E non sbaglia chi immagina giocatori come Goretzka nei ruoli più importanti.
Alla fine, però, c’è una cosa che sembra valere più di tutte: Allegri andrà dove sentirà di essere davvero voluto. È successo anche la scorsa estate, e probabilmente succederà di nuovo.















