
Scelte che pesano
Una serata che riapre il discorso sul sistema di gioco
Sono tornato da questa partita con la sensazione di aver assistito a una gara che ha rimesso tutto in discussione. La squadra è uscita dal Maradona con una sconfitta di un solo gol, mentre gli avversari hanno sfruttato l’occasione per salire al secondo posto. Io ho visto un sistema di gioco che non è riuscito a incidere come sperato: il 3-5-2 non ha portato né la spinta né la pericolosità che ci si aspettava.
In avanti è stata provata una coppia nuova, quella formata da Fullkrug e Nkunku, ma non ha trovato il modo di lasciare il segno. Già prima della partita si parlava di un possibile cambio di modulo, perché in altre occasioni — come nella sfida contro il Torino — questa idea aveva dato soluzioni fresche e utili. Dopo quello che è successo in questa trasferta, il tema è tornato subito al centro della discussione.
Nel dopo gara, l’allenatore ha spiegato come vede questa possibile alternativa tattica. Ha detto: “È una soluzione che potremo vedere dal primo minuto ma dipende sempre dalla condizione. Pulisic è rientrato venerdì, Leao è stato 12 giorni fermo, ha fatto due mezzi allenamenti. Partire con i 3 davanti… Magari potevo decidere di spaccare la partita prima, di spaccarla al 70esimo però ho preferito portarla un pochino avanti così.”
Poi ha aggiunto un passaggio importante sugli esterni e sulla loro forma fisica: “Però gli esterni devono essere in buona condizione. Purtroppo Rafa quest’anno ha iniziato molto bene e poi ha avuto una serie di infortuni che l’hanno trascinato e ha fatto solo due mezzi allenamenti. È importante che ritrovi la condizione perché c’è bisogno di tutti, siamo nella parte finale del campionato”.
Da quello che ho capito ascoltando queste parole, l’idea di cambiare sistema non è affatto accantonata. Anzi, è una possibilità concreta, ma dipende totalmente da chi scende in campo. Per usare un modulo più offensivo servono giocatori capaci di creare superiorità sugli esterni e di cambiare l’inerzia della partita quando serve. Senza queste caratteristiche, diventa difficile mettere in pratica un piano così ambizioso.
In questo momento non basta affidarsi solo a Leao, soprattutto perché la sua stagione è stata segnata da stop e ripartenze. Il 4-3-3 può diventare una strada per il futuro, ma solo se ci saranno i giocatori giusti per farlo funzionare davvero. L’allenatore vuole avere un’alternativa credibile al 3-5-2, che in alcune partite sembra meno adatto alle situazioni che si creano in campo.
Adesso però la priorità è una sola: difendere la qualificazione alla Champions League. Tutto il resto potrà essere valutato più avanti, quando ci sarà il tempo per ragionare con calma sulle nuove soluzioni.















