
Il tema post Napoli
L'inevitabile esigenza di una proposta di gioco più offensiva
A livello di risultati, bisogna fare i complimenti a Massimiliano Allegri per questa stagione perché non c'era nulla di scontato. Il Milan infatti è terzo in campionato - in armonia con il valore della rosa - dopo una stagione travagliata come quella scorsa. Allegri è stato bravissimo a ricostruire lo spirito del gruppo e un'identità di squadra.
L'allenatore toscano è stato altresì molto abile nel dare subito un equilibrio tattico molto fermo al Milan e tutto questo ha consentito, insieme alla serenità della gestione, di portare avanti una stagione alla quale mancano soltanto 10-12 punti per centrare l'obiettivo dichiarato, fondamentale per il futuro del club. Rimane aperto invece il tema della proposta di gioco. Ecco su questo versante Allegri dovrà essere bravo, soprattutto nella prossima stagione, a fare un passo in avanti.
Nessuno chiede al tecnico livornese di diventare Guardiola nel suo modo di proporre calcio. Gli si chiede semplicemente di portare il Milan ad uno step successivo: un giocatore offensivo in più e un giocatore difensivo in meno, per provare ad essere una squadra migliore nel proporre gioco. D'altronde i numeri del campionato parlano chiaro: contro le piccole questo Milan non funziona. Bisogna fare qualcosa e quel qualcosa può essere soltanto un passo avanti sul piano offensivo.
Il Milan di Pioli giocava il 4-2-3-1, con quattro giocatori oltre la linea della palla. Il Milan di Allegri gioca il 3-5-2 con due giocatori oltre la linea della palla. In medio stat virtus dicevano i latini. Non stiamo dicendo che il 4-3-3 sia la soluzione a tutti i problemi, ma che serve uno step in avanti sul piano della proposta. Altrimenti il rischio è quello di incartarsi.






