Una sfida che può cambiare la corsa al vertice
Nel lunedì di Pasquetta si decide molto più di una posizione
In questi giorni ho letto che Tuttosport ha messo in evidenza un aspetto curioso: i due allenatori che si affronteranno sono legati da un passato comune e da una lunga serie di successi. Uno ha conquistato cinque Scudetti, distribuiti tra Juventus, Inter e Napoli; l’altro ne ha vinti sei, tra Milan e Juventus. E nelle ultime ore è spuntato un altro elemento che li avvicina ancora di più.
Entrambi, infatti, pur avendo un contratto fino al 30 giugno 2027 con i rispettivi club, sono finiti nel mirino della F.I.G.C. per prendere il posto di Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale a partire dalla prossima estate. Secondo il quotidiano torinese, l’idea di guidare l’Italia li affascina, anche se la qualificazione alla prossima Champions League dovrebbe portarli a proseguire il loro percorso attuale. Tra le alternative per la panchina azzurra resta viva anche la pista che porta a Roberto Mancini, oggi all’Al-Sadd in Qatar.
Intanto, però, c’è una partita enorme da giocare. Io non vedo l’ora di assistere allo scontro tra due modi di interpretare il calcio completamente diversi: da una parte un gioco costruito, pieno di movimenti codificati; dall’altra un approccio più diretto e verticale. La sfida del Maradona metterà in campo due idee opposte, due modi diversi di vivere ogni momento della gara. E sarà interessante vedere quale filosofia avrà la meglio.















