
In campo un'orchestra, in panchina un vulcano
Un ritorno agitato per chi dovrebbe essere rilassato
Dopo aver scontato due giornate di squalifica, Massimiliano Allegri è tornato a guidare il Milan direttamente dalla panchina, nella sfida vinta contro il Napoli. Come racconta Alessandra Gozzini su La Gazzetta dello Sport, l'avvio di gara è stato ideale: vantaggio immediato, raddoppio alla mezz’ora, e uno stadio in festa con la Curva Sud a cantare.
Il primo tempo è stato praticamente perfetto, con la squadra che ha eseguito alla perfezione il piano tattico, quasi fosse una vera e propria orchestra. Eppure, come già accaduto in passato, Allegri non si è mai davvero rilassato: anche in situazioni di netto vantaggio, il tecnico tende a restare in tensione. “Con il Milan in vantaggio di tre, Allegri era comunque indiavolato”, scrive Gozzini ricordando un episodio simile a Udine.
Nella ripresa, l’espulsione di Estupinan e il rigore trasformato da De Bruyne hanno riaperto la partita e aumentato ulteriormente la tensione a bordo campo. Allegri, stavolta, non ha tolto la giacca — gesto che spesso usa per manifestare dissenso — ma ha espresso la sua agitazione con gesti nervosi e un'uscita anticipata verso gli spogliatoi, pochi istanti prima del fischio finale.
Una scena che ben rappresenta il momento del Milan: in testa alla classifica, compatto e concreto, ma guidato da un allenatore che non si accontenta mai e vive ogni secondo con intensità.















