
Regole, non rivoluzioni
Un nuovo metodo ha riportato compattezza e identità
Lo scorso anno il Milan ha attraversato momenti di evidente instabilità interna: tensioni, decisioni controverse e una sensazione costante di disordine all’interno dello spogliatoio. Dalle incomprensioni durante il cooling break di Roma, alle esclusioni eccellenti come quelle di Leao e Theo Hernandez, fino al post-partita acceso di Milan-Parma, con il confronto tra Calabria e Sergio Conceição. Episodi che riflettevano un ambiente diviso e poco coeso.
Quest’anno però, il clima sembra radicalmente cambiato. Alla base di questa svolta, come riportato dal Corriere della Sera, c’è un nuovo approccio gestionale portato da Max Allegri. Il quotidiano sottolinea: "Il codice Allegri ha messo ordine al Milan", riferendosi a una serie di regole e abitudini imposte dallo staff tecnico.
Tra queste, l’obbligo per i giocatori stranieri di imparare e parlare italiano, e il pranzare quotidianamente insieme a Milanello. Accorgimenti semplici, ma mirati a rafforzare coesione e spirito di squadra, elementi che in passato erano venuti meno e che oggi stanno facendo la differenza.















