
Non sarà una leggenda, ma serve come il pane
Il nuovo arrivato zittisce tutti: non brilla, ma non molla mai
Arrivato al Milan con molte aspettative, Pervis Estupiñán è stato subito criticato dopo la prima partita di campionato. In tanti lo avevano già giudicato male, definendolo un errore di mercato. Ma dopo la bella prestazione a Udine, molti hanno cambiato idea, applaudendo la sua prova da giocatore vero.
Il problema, però, non è tanto quello che si dice oggi o domani. Spesso i giudizi cambiano troppo in fretta: un giorno sei un campione, il giorno dopo sei un disastro. È meglio allora concentrarsi su una domanda più importante: che tipo di giocatore è davvero Estupiñán?
Prima di tutto, è sbagliato paragonarlo a Theo Hernandez. I due sono molto diversi. Theo è uno che corre con la palla, fa grandi azioni individuali e si fa notare per potenza e tecnica. Estupiñán invece gioca senza palla, si inserisce bene negli spazi e si fa trovare pronto quando serve.
Probabilmente non raggiungerà mai il livello di Theo, ma ha altri pregi: è sempre concentrato, non si arrende mai, anche dopo un errore riesce subito a tornare lucido. È uno di quei giocatori che, pur senza colpi da fenomeno, danno sempre tutto in campo.
Nei minuti finali delle partite, quando molti calano, lui corre ancora. Fa sovrapposizioni, aiuta i compagni e mantiene l’attenzione alta. Ha una resistenza fisica notevole, che lo rende utile anche quando gli altri iniziano a faticare.
Insomma, il Milan non ha preso un campione storico, ma ha preso un giocatore utile, che conosce bene i suoi limiti ma anche i suoi punti di forza. Non finirà nei libri di storia accanto a nomi come Maldini o Serginho, ma potrebbe essere un elemento molto importante per la squadra.















