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Equilibri fragili

 

Tra rilanci, incertezze e rincorse: la corsa si fa seria

 

Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Paolo Condò analizza l’andamento delle big di Serie A dopo il weekend di campionato, con un occhio al momento di ciascuna squadra tra difficoltà, segnali di crescita e criticità strutturali.

“L’estate sta finendo e il campionato comincia a prendersi le sue responsabilità. In attesa che il Napoli provi a dare la sgasata per andarsene da solo - stasera col Pisa ne ha l’opportunità - il Milan ha accelerato in tutto, dal gioco ai gol, la Roma è uscita a braccia alzate dalla trappola del derby, l’Atalanta ha pasteggiato come ai vecchi tempi sui languori del Torino e la Juventus ha perso i primi punti in corrispondenza della Champions, colpita da stress post-traumatico: il 4-4 col Dortmund è stato il trauma, pagato solo in parte, il pari col Verona il suo effetto, e anche qui poteva andar peggio (ma anche meglio, tenendo conto del secondo horror Var stagionale dopo Milan-Bologna).”

Condò prosegue soffermandosi sui singoli casi:
“Siccome Allegri e Gasperini avevano già perso colpi, la frenata di Tudor rientra nella fisiologia delle squadre in costruzione.”

Riguardo ai rossoneri:
“Dopo il crac con la Cremonese il Milan ha lavorato sulla protezione della difesa, e la qualità di Pulisic ha dato a Modric e Rabiot un terminale affidabile aspettando Leao.”

Per la Roma, invece:
“La Roma deve aggiungere punch al suo flebile attacco, ma intanto il terzo 1-0 la tiene in quota.”

In casa Juventus, il punto critico resta il centrocampo:
“La Juve invece vive un dilemma a centrocampo, dove il tentativo di rilanciare Koopmeiners — scelta tecnica e forse anche industriale, il club non si rassegna ad archiviare come fallito il pesante investimento — si scontra con l’atteggiamento piatto dell’olandese. Titolare invisibile contro Inter e Dortmund, sabato Koop è entrato nella ripresa senza minimamente cambiare marcia, ed era il momento in cui la Juve, impoverita dal calo di energie di Thuram e Yildiz, ne aveva bisogno.”

Infine, il commento sull’Inter:
“La più attardata delle grandi, l’Inter, ha fatto tre passi avanti vincendo una partita ricca di contraddizioni. L’ha dominata ma nel finale ha rischiato l’osso del collo. Dopo quattro gare ha l’attacco migliore (11 gol segnati) ma ieri la quantità di chance mancate è stata imponente. Almeno non ha più la difesa peggiore (7 gol subiti), ma neanche stavolta ha chiuso immacolata. Il potenziale dei nuovi c’è, Pio Esposito è piaciuto ancora, Sucic è un tipo molto più saggio della sua età e Akanji è meglio di Pavard. Ma il Sassuolo andava distanziato nel primo tempo.”

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