
Attacco nel mirino
Troppi errori, poca fiducia: il tempo stringe
In questi ultimi giorni, alcuni commenti su Santi Gimenez sono diventati davvero troppo duri. È vero, l'attaccante messicano non sta attraversando un periodo facile con il Milan, ma certi giudizi sembrano davvero esagerati.
Gimenez ha sbagliato alcune occasioni piuttosto evidenti, anche da solo davanti al portiere. Questo ha fatto crescere la delusione dei tifosi. Ma attenzione: non è corretto definirlo un giocatore scarso. I numeri parlano chiaro. È un buon realizzatore, con buone statistiche e capacità di muoversi bene negli spazi.
Va però detto che la Serie A è un campionato molto più complicato rispetto a quello olandese, dove Gimenez ha brillato ed è diventato famoso. In Italia, per fare bene, serve anche tanta tecnica e mentalità forte. E qui, purtroppo, emergono i suoi limiti.
Il controllo di palla di Gimenez è spesso impreciso, quasi elementare. Lo diceva anche José Altafini: il controllo è la base di tutto. E al Milan non puoi permetterti di sbagliare le giocate più semplici. In più, la sua protezione del pallone spalle alla porta è spesso debole. Questo rende il gioco della squadra meno efficace.
Un paragone utile può essere fatto con Carlos Bacca, ex attaccante rossonero. Anche lui non era un campione di tecnica, ma sapeva farsi rispettare e aveva un grande carattere. Gimenez, invece, sembra soffrire psicologicamente ogni errore: guarda spesso in basso, non reagisce con forza e si lascia abbattere.
Il club ha investito tanto su di lui, ma oggi Gimenez è solo la quarta scelta in attacco, dietro a Leao, Pulisic e Nkunku. Da qui a gennaio ha poco più di tre mesi per cambiare le cose. Se non ci saranno miglioramenti evidenti, è possibile che il Milan pensi a una cessione nel mercato invernale.
Il tempo per dimostrare il suo valore non è finito, ma sta per scadere. E ora serve una svolta vera.















