
Bravi a reagire, nonostante il risultato!
La cosa che sarebbe interessante capire è dove finiscono i demeriti del Newcastle e dove cominciano quelli del Milan, perché almeno ieri sera ho tirato un sospiro di sollievo al termine della partita.
La cosa che sarebbe interessante capire è dove finiscono i demeriti del Newcastle e dove cominciano quelli del Milan, perché almeno ieri sera ho tirato un sospiro di sollievo al termine della partita. Va bene, non abbiamo vinto e siamo d’accordo, ma francamente a distanza di poche ore temevo molto il contraccolpo della mazzata presa nel derby, a maggior ragione contro una delle prime squadre della Premier League, che fanno della corsa, dell’intensità e della gamba le loro prerogative principali. Non abbiamo vinto, ma come si suol dire in questi casi, al Milan di ieri è mancato il gol, quella cattiveria sotto porta che avrebbe potuto e dovuto trasformare in qualche marcatura la ventina di palle gol e potenziali tali procurate nel corso della partita (specie nel primo tempo). Il Milan è piaciuto per attenzione, per l’equilibrio, per come ha tenuto stretti i reparti, per come ha difeso ma anche per come ha contrattaccato.
Pioli ha preparato la partita bene, ed utilizzando Loftus-Cheek più avanzato ed in marcatura su Guimaraes è riuscito a spegnere e soffocare la fonte del gioco degli inglesi. Certo, la squadra di Tonali, a giudicare dai risultati fin qui ottenuti, non sta attraversando un grande momento di forma, ma molti dei meriti della brutta prestazione del Newcastle sono da ascrivere alla prestazione dei rossoneri. Un Milan che con la modifica di cui abbiamo detto è sembrato più tornare all’antico 4-2-3-1, e questo, secondo alcuni, sarebbe anche il motivo per cui, pur essendo più solidi, i rossoneri non sono riusciti a trovare il gol contro un avversario chiuso (vizio dello scorso anno).
Non porrei troppa attenzione su questo ultimo aspetto, perché il Milan di ieri ha costruito molto e bene; semmai la colpa del non aver portato a casa una vittoria che sarebbe stata importantissima, è da attribuire alla mancanza di cattiveria in fase conclusiva, alla eccellente serata del portiere Pope ed alla sfiga. Non è certamente da attribuire al modulo o a chissà cosa se Leao dopo aver dribblato mezza difesa decide di concludere con un improbabile colpo di tacco invece di spaccare la porta, così come è sfiga se la conclusione a botta sicura di Pobega viene salvata sulla linea oppure il colpo di testa di Theo da due passi è troppo centrale e viene salvato d’istinto dal portiere. Il Milan, anche nel secondo tempo ha creato i presupposti per vincere la partita senza riuscirci, nello stesso tempo limitando praticamente a zero i rischi di subire il gol della beffa (solo un tiro al 93’ ben parato da Sportiello).
Gli infortuni (Maignan) e la grande fatica finale fanno capire che sarà importantissima la rotazione degli uomini nelle prossime gare; rotazioni mirate ed intelligenti doverose per superare bene il famoso scoglio delle 7 gare in 21 giorni. La cosa determinante è che chi sarà chiamato in causa si dimostri pronto sia fisicamente che mentalmente, e non come lo scorso anno quando i vari Rebic, Origi, De Ketelaere e compagnia cantante non diedero nessun apporto alla causa e davano l’impressione di essere lì per caso. In questo senso il buon ingresso di Okafor con la Roma e di Musah ieri fanno ben sperare. Ora sotto col Verona. In campionato bisogna riprendere la marcia, perché qua nessuno deve pensare che la sconfitta nel derby abbia chiuso ogni discorso e debba far cambiare gli obiettivi.















