
Diamo a Pioli ciò che è di Pioli…
Finisce la gara dell’Olimpico e cominci a fare un giro sul web per vedere cosa si dice in giro della bellissima vittoria del Milan all’Olimpico, la terza consecutiva su tre giornate.
Finisce la gara dell’Olimpico e cominci a fare un giro sul web per vedere cosa si dice in giro della bellissima vittoria delMilan all’Olimpico, la terza consecutiva su tre giornate. Più volte mi imbatto in questi giudizi: “non c’è stata partita fino al momento dell’espulsione di Tomori” e che “l’incapacità di Pioli di leggere la partita (non sostituendo Tomori già ammonito) ha fatto rischiare al Milan di pareggiare una partita ampiamente dominata in lungo ed in largo”. Alla fine il denominatore comune di molti pareri è proprio questo, e cioè l’accusa al tecnico di Parma di aver rimesso in discussione una gara praticamente vinta. Ed allora confesso che mi cadono un po’ le braccia.
Cioè, invece di celebrare proprio la capacità di Pioli di preparare la partita, di mettere in campo un Milan praticamente perfetto, di essersi inventato delle novità tattiche inaspettate e inedite, di aver inferto a Mourinho ed alla sua Roma una autentica lezione di calcio, prendendo il collega portoghese per mano e portandolo a spasso, che fanno? Questo è stato Roma-Milan, e questo si sarebbe dovuto sottolineare e celebrare. Invece no! E nessuno, comunque, a sottolineare, come il mancato cambio di Tomori in realtà sia stato un vero episodio sfortunato per il mister, visto che da diversi secondi sul cubo dei cambi erano pronti Kalulu e Pobega che dovevano subentrare proprio in luogo degli ammoniti Tomori e Loftus. Una questione di secondi, un mancato fallo laterale qualsiasi che avrebbe cambiato l’esito della storia. Ed aggiungo, che è una cazzata pensare di dover cambiare un uomo perché è stato ammonito (non vorrei dire, ma Simone Inzaghi due stagioni fa per questa “mania” si è giocato uno scudetto, nel derby della svolta in primis), e che sta all’intelligenza del giocatore ammonito non cadere nel tranello di farsi buttare fuori per somma di gialli.
Tomori fin lì aveva giocato una bellissima partita, ma fin dal primo tempo aveva dimostrato un nervosismo del tutto ingiustificato. Deve essere bravo il giocatore a sapersi gestire (in una gara, tra le altre, che la sua squadra sta controllando con facilità). Vabbè, il sospetto, fondato, è che questa marea di critiche sia stata tirata fuori da chi proprio non si rassegna a vedere Stefano Pioli sulla panchina del Milan, non volendo, invece, riconoscere che lo stesso tecnico abbia fin qui fatto un lavoro eccellente con una squadra rinnovata per metà. Nessuno si aspettava il Milan primo, ma, soprattutto, nessuno si aspettava di vedere il Milan come una squadra che esprime un calcio bellissimo da vedere e che dà la sensazione di una crescita continua. Ed ecco che già in molti hanno ridisegnato le griglie del campionato che avevano già fatto alla vigilia del torneo.
Alla sosta arriviamo belli sereni, con la consapevolezza che siamo una squadra forte e che ci siamo messi alle spalle dei risultati importanti contro avversari tutt’altro che comodi. Nel momento in cui il calendario è stato stilato non pochi erano i timori che avremmo potuto accumulare del ritardo in classifica già in questo inizio insidioso. Gli ottimi risultati non devono comunque far passare in cavalleria il fatto che “chi di dovere” continua a fare di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai rossoneri (come ad esempio la disparità dei giorni di riposo delle varie squadre tra una partita ed un’altra, e la composizione del calendario prima e dopo le partite di Champions). Vabbè, lasciamo perdere, e prepariamoci a questi spasmodici quindi giorni che ci porteranno ad un derby che si preannuncia infuocato e molto, molto atteso!















