milan

 

"L'umiltà vince sempre"

 

Un trionfo che mai come questa volta ribadisce come a parlare sia sempre il campo

 

Il verdetto del Maradona dice che ad entrare fra le prime 4 d'Europa, dopo 16 lunghi anni di attesa, sarà il Milan. Il passaggio del turno è maturato al tramonto di due match intensi, emozionanti, tattici, in una sola frase: all'italiana, come tutti ci aspettavamo al momento del sorteggio. O forse non proprio tutti: perché i social, purtroppo, diffondono in modo istantaneo e a volte impietoso qualsiasi contenuto. E allora ecco riecheggiare i festeggiamenti datati 17 marzo, giorno dei sorteggi di Nyon, di più di qualche presuntuoso volto partenopeo noto in rete: "Non sono nessuno","Vinciamo a Milano e pure a Napoli", "Tutti ad Istanbul", "Napoli con strada spianata verso la finale", solo alcune delle frasi diffuse dai sostenitori azzurri. E non solo: tifosi sotto l'hotel, recriminazioni arbitrali, insulti pesanti a giocatori e famiglie. Tutta una serie di atteggiamenti che non hanno fatto altro che alimentare la pressione e rendere oltremodo pesante il clima di un evento sì delicato ma che rimaneva pur sempre un match calcistico.

 

E, purtroppo per il Napoli e l'intero mondo azzurro, tutto ciò si è ritorto loro contro, perché di fronte a sé si è trovato un gruppo più maturo e più abituato a certi palcoscenici, per una pura questione di eleganza, storia e umiltà. Tutti ingredienti che la compagine di De Laurentiis ha dimostrato di non possedere, a partire dai tifosi, fino a ieri pomeriggio sicuri di segnare "almeno 4 gol", passando per Spalletti, provocatore con Leao e Maldini e insofferente in conferenza stampa, per finire con i giocatori, con le varie dichiarazioni al veleno di Juan Jesus e Zielinski. Per contro, il Diavolo ha incamerato in silenzio e trasformato tutto in energia positiva, rimanendo sempre focalizzato ma soprattutto senza fare grandi proclami.

 

E poi, aspetto socio-mediatico a parte, il campo, che non è un dettaglio, ha raccontato di un Napoli che in tre match nell'arco di poco meno di 20 giorni ha saputo bucare i guanti di Maignan solo dopo 270 minuti di gioco, producendo una sterile mole di possesso palla e conclusioni, raramente pericolose, e andando puntualmente ad infrangersi contro un Milan tanto solido quanto letale in ripartenza. Il tabellino complessivo dice sei reti a uno per Pioli e, se sommiamo la gara d'andata di campionato, in cui il Napoli vinse ma con più di un pizzico di fatica contro un super Diavolo, ecco che la tesi vien da sé: i rossoneri sono stati l'avversario - forse l'unico - che ha più creato problemi al Napoli 22/23 e hanno meritatamente passato il turno, sfruttando le loro migliori armi e i punti deboli di un avversario comunque di assoluto livello. Ad onor del vero, quest'eliminazione non va in alcun modo a macchiare il sontuoso percorso degli spallettiani in campionato, ma attesta semplicemente che la differenza tra le due squadre non è ben rappresentata da quei 22 punti in classifica, anzi alimenta forse qualche rimpianto rossonero per non essere riusciti a mettere qualche bastone tra le ruote ai futuri campioni d'Italia.

 


Ma il campionato è il campionato, e gli azzurri sono stati magistrali, mentre la Champions è uno sport a parte, in cui il Milan, per tradizione, sa esserne un asso. E sarà forse un caso che, nella stessa sera, a raggiungere lo stesso traguardo è riuscito anche il Real Madrid di Carlo Ancelotti, padrone di casa della competizione, con i Blancos che insieme ai rossoneri vantano un palmares combinato di 21 Champions League in bacheca. Insomma, le squadre più titolate del mondo che sognano un faccia a faccia di gala a Istanbul. Ma la strada è ancora lunga e già da stasera sapremo chi sarà il prossimo, si spera non ultimo, ostacolo verso la Coppa dalle grandi orecchie...

il pre partita di milan day

il post partita di milan day

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