
Il grande bluff
Grave errore per il Milan puntare su Origi nella scorsa estate
Non era difficile prevederlo, ma Divock Origi è soltanto un grande bluff. Detto ovviamente con il massimo del rispetto per il professionista. Il Milan in estate ha fatto un'operazione a parametro zero dal punto di vista del cartellino, ma impegnativa sul piano degli emolumenti (circa 20 milioni di euro lordi in 4 anni). Nei piani della società e dell'allenatore Origi doveva essere il centravanti titolare del Milan, in grado di permettere al 36enne Giroud di centellinare il proprio impiego. Invece è accaduto l'opposto: Giroud ha continuato ad essere un titolare indiscutibile del Milan, con Origi che non è stato in grado nemmeno di essere un buon rincalzo. Il contributo tecnico è stato minimo.
Il centravanti belga ha segnato 2 reti totalmente ininfluenti dal punto di vista dei risultati della squadra (un gol contro il Monza a gara già chiusa ed un gol contro il Sassuolo a sconfitta già acquisita) ma, ciò che più preoccupa, ha fornito una serie di prestazioni che sono state inquietanti dal punto di vista del livello agonistico e dell'efficienza fisica. L'attenuante dell'infortunio estivo è ormai abbondantemente superata. Anche perché non stiamo parlando di un giocatore che ha fatto sempre bene in altri campionati e che sta trovando difficoltà nel contesto della Serie A. I numeri ci dicono che Origi è sempre stato un giocatore poco prolifico dal punto di vista realizzativo, perché non è mai stato capace di andare oltre gli 11 gol stagionali.
Tanto per intenderci parliamo di numeri peggiori rispetto a quelli di Paolino Poggi e Francesco Baiano, due onesti attaccanti della Serie A anni 90. Il centravanti belga è andato in doppia cifra soltanto due volte a cavallo fra il 2015 ed il 2017 (rispettivamente 10 gol nella stagione 2015-16 e 11 gol nella stagione 2016-17), per poi iniziare un lento declino in cui ha realizzato 27 gol nelle ultime 6 stagioni (medi di nemmeno 5 reti a stagione). Come si poteva, con questi numeri, pensare che, d'un tratto, il brutto anatroccolo diventasse cigno? A nostro avviso il Milan ha scelto Origi puntando sul potenziale che il giocatore ha sempre avuto (sin dai tempi del Lille) e che non ha mai valorizzato appieno.
Fisicamente e tecnicamente è un giocatore che potrebbe incidere ma è probabile che gli manchi quella sana furia agonistica che consente alle punte di essere letali. Origi, ancora oggi, vive di rendita per due partite: la semifinale e la finale di Champions League del 2018 in cui consentì al Liverpool di laurearsi campione d'Europa con tre sigilli preziosi. Oltre quel mese baciato dalla grazia, nella carriera del buon Divock c'è stato davvero poco. Al Milan, della sua pallida inconsistenza, se ne sono accorti tutti da molto tempo e l'incedere mediocre delle sue prestazioni non potrà che portare ad un'inevitabile separazione nel mese di giugno.















