
La frenesia di andare a vincere la partita (ben giocata) ci ha fatto perdere la lucidità necessaria
E niente, anche stavolta abbiamo pagato la tassa-Napoli e siamo costretti ad incassare una sconfitta e perdere l’imbattibilità. Come lo scorso anno, anche stavolta usciamo dal campo amareggiati, per una sconfitta immeritata e dopo una ottima prestazione. Dico la verità, se avessimo pareggiato avrei addirittura pensato a due punti persi, visto che per larghi tratti della partita il Milan è stato nettamente superiore al Napoli; intendiamoci, gli azzurri non hanno rubato nulla, avendo comunque sfoderato una gara di sostanza in cui hanno avuto il grande merito di sfruttare al massimo le occasioni avute. Il Milan, al contrario, ha disputato una gara eccellente, ma non è riuscito ad essere lucido e cattivo in fase conclusiva. Proprio la sensazione di essere superiori e di poterla vincere, ha fatto sì che dopo il pari di Giroud la squadra si sia messa alla frenetica caccia del successo, una frenesia che però ha finito per far perdere equilibrio ed a curare male alcuni dettagli come la fase difensiva in occasione del gol di Simeone. Più che l’attenzione al pericolo, c’era quella sorta di fretta di recuperare la palla per andare a cercare il gol della vittoria.
I particolari, a volte sono proprio i particolari a determinare i risultati di una partita. Il rammarico per la sconfitta resta, ma resta anche la consapevolezza che siamo una squadra forte, con un gioco, una mentalità ed una intensità che ci permettono di costruire molto nonostante l’assenza del nostro uomo più pericoloso e di talento, in grado con le sue giocate di sparigliare le carte e le difese avversarie. La consapevolezza della nostra forza ci deve far pensare di essere in grado di battere chiunque e che difficilmente perderemo altre partite giocando in questo modo. E non dobbiamo neanche stare molto a guardare la classifica o a fare confronti con i punti conquistati lo scorso anno dopo sette giornate di campionato. Abbiamo avuto un calendario poco comodo, avendo affrontato in sette giornate le prime tre dell’attuale classifica ed il derby. Ha più senso confrontare i punti fatti nelle due stagioni contro gli stessi avversari , e da questo punto di vista non possiamo che constatare che lo scorso anno con lo stesso calendario abbiamo fatto due punti in meno dei 14 totalizzati quest’anno. Segnale incoraggiante, e conferma di ulteriore crescita rispetto allo scorso torneo.
Fondamentale sarà disporre della profondità della rosa, per dare fiato a tutti e, soprattutto, per permettere al mister di avere alternative da schierare nel corso delle partite. È l’attacco, ancora una volta, il reparto messo peggio, dal momento che stiamo caricando tutto il peso dello stesso su Giroud e Leao; per carità, il francese sta facendo gol e, soprattutto, prestazioni gigantesche, ma sarebbe vitale poter disporre anche di Rebic e Origi, visto anche il gran numero di occasioni da gol che la squadra riesce a costruire. Giocare sempre con gli stessi, in un calendario così compresso mette tutti a rischio infortuni, e gli affaticamenti o le distrazioni muscolari collezionati da Calabria, Tonali e Theo Hernandez sono un chiaro campanello d’allarme. Speriamo, a tal proposito, che possano recuperare in fretta (soprattutto Theo), perché dopo la sosta, a parte l’Empoli, ci aspettano le sfide col Chelsea (due) e la Juventus, decisive per le classifiche dei due fronti.















