
Riflessioni a bocce ferme sulla squadra rossonera
Bisogna saper perdere. Una sconfitta, dolorosa perché immeritata sul piano del gioco, va comunque accettata, analizzata, pesata, compresa. Non di sole vittorie si nutre una squadra. Se poi questa squadra è il Milan che, in campionato, non perdeva da otto mesi, c'è anche un ostacolo statistico che incombe. La partita contro il Napoli non è stata indimenticabile sul piano della proposta offensiva ma il Milan, senza Rafael Leao, ha dimostrato in ogni caso di poter essere competitivo e di poter fare meglio dell'avversario. In una gara inizialmente equilibrata la squadra di Pioli ha tirato verso la porta ben 22 volte, contro le 9 del Napoli. Questo dato spiega tanto della gara di ieri sera: il Napoli è stato maggiormente cinico e soprattutto efficace. Il Milan invece ha avuto meno lucidità e, in certi momenti del match, si è fatto prendere da una eccessiva frenesia.
Considerato il calendario il Milan ha una media punti assolutamente buona dopo aver affrontato quasi tutte squadre della prima parte della classifica (eccetto il Bologna). La sconfitta di ieri sera fa male ma va compresa e ponderata. Questo Milan ha meno solidità difensiva rispetto alla scorsa stagione perché ha un centrocampista in meno (Kessié) ed un trequartista in più (De Ketelaere). Pretendere il rendimento difensivo della scorsa stagione è impossibile. Si possono limare alcuni dettagli, soprattutto nella fase gestionale delle partite. Tuttavia dove bisogna alzare l'asticella è nella lucidità sotto porta. Se il Milan vuole rivincere questo campionato deve provare a fare più gol.















