milan

 

Comunque vada

 

Il vero senso di questa stagione

 

 

Comunque vada abbiamo sconfitto sul campo i luoghi comuni, i pregiudizi pelosi, i nasini all'in sù, le certezze granitiche di chi da due anni sentenzia su di noi con parole che non conoscono appello.
Da due anni ci sentiamo dire che il Milan è un fuoco di paglia, che non ha giocatori, che vince perché ci sono gli stadi chiusi (questa è decisamente invecchiata malissimo), che non ha un organico che gli può consentire di giocare alla pari con le prime della classe di questa Serie A, che qualsiasi risultato è un miracolo sportivo.
 
Non è così. Non può essere così. I miracoli sportivi durano un mese, forse un mese e mezzo. Due anni di risultati incontestabili, una media punti sempre superiore ai 2 a partita, non sono mai stati un caso e non lo sono nemmeno adesso. Ieri sera il Milan, con quattro giornate di anticipo, ha tagliato il pass per la qualificazione alla prossima Champions League.
Un grande risultato che non è stato nemmeno celebrato da tanti che, in estate, collocavano il Milan fra il quinto ed il settimo posto in classifica.
Gli altri erano tutti più bravi, più belli, più completi. Noi, al più, dovevamo accontentarci della qualificazione all'Europa League dopo il "casuale" secondo posto della scorsa stagione.
 
Ed invece il Milan è nelle prime due posizioni della classifica sin dall'inizio della stagione. La sua qualificazione alla Champions League non è mai stata in discussione e nel corso di questa stagione ha dovuto affrontare eventi che avrebbero abbattuto un toro.
Basti pensare che, a inizio dicembre, il Milan ha perso il suo regista difensivo, Simon Kjaer, per un infortunio al legamento crociato che lo ha costretto ad un lungo stop. Delle prime tre in classifica, il Milan è l'unica squadra che ha perso un giocatore fondamentale per tutta la stagione e non ne ha risentito dal punto di vista del rendimento sul campo. La squadra ha perso moltissimo nell'impostazione del gioco da dietro ma è stata brava a compattarsi e a creare un bunker difensivo che, nelle ultime gare, ha contenuto la poca efficacia in zona gol.
Ci sono stati poi una serie di provvedimenti arbitrali che hanno penalizzato il Milan. Non episodi. Fatti oggettivi ed incontestabili nei quali il VAR non è intervenuto (il gol di Udogie con il braccio in Milan Udinese, il fallo da rigore non fischiato su Belotti in Torino Inter e il fallo da rigore di Bastoni su Zakaria in Juventus Inter trasformato in semplice calcio di punizione). Su questi episodi oggettivamente indifendibili sono ballati 5 punti in classifica fra le due squadre milanesi che, piaccia o non piaccia, stanno influenzando le sorti di questo campionato in maniera evidente.
Eppure il Milan è lì.
 
Comunque vada stiamo dimostrando di avere solidi attributi ed una discreta forza mentale. Qualche squadra più celebrata e mediaticamente ritenuta da scudetto, si è incartata per molto meno.
Crederci, adesso, è un dovere morale di tutto l'ambiente Milan. Comunque vada perché, lo sappiamo, non dipende da noi.
Se proprio devono vincerlo loro, è giusto farglielo sudare fino all'ultimo centimetro. Lo dobbiamo a noi stessi e a questo scetticismo ipocrita che, da due anni, si rifiuta di prendere atto della realtà del campo che, per fortuna, conta molto di più dei predicatori e dei professionisti di sventura.

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