
A Bergamo come in Champions
La stagione è ancora lunga e non dobbiamo avere cali proprio adesso; la sosta è provvidenziale per ricaricarci e con 3 punti in saccoccia sarebbe ideale
Non voglio parlare dell'arbitraggio di martedì: inutile dilungarsi troppo sui provvedimenti stravaganti del turco, non direi nulla che non sia stato già scritto o discusso altrove.
E nemmeno prenderei in considerazione la vicenda Kessie: l'unica speranza è che venga presa immediatamente una decisione, imponendo un limite temporale preciso entro cui Franck deve assolutamente rendere noti i suoi progetti. O firma e resta, o fuori dai coglioni a gennaio, punto. Non ci sono alternative; così come gioca adesso è un peso e basta.
Domenica sera si andrà a Bergamo, croce e delizia delle ultime due stagioni; dallo 0-5 del dicembre 2019, che comunque diede il 'la' alla nostra rinascita, al 2-0 della primavera scorsa, che sancì il nostro ingresso in Champions e confermò il secondo posto dietro ai cartonati, che vinsero lo scudetto nonostante non pagassero gli stipendi e manco i giocatori acquistati.
Sarà dura e non solo per il valore dell'avversario; ieri, tra l'altro, l'Atalanta, battendo lo Young Boys, si è portata in vetta al proprio girone di CL, precedendo giusto gli svizzeri ed il Man Utd.
Le squadre di Gasperini partono spesso al rallentatore per poi infilare qualche vittoria consecutiva e riportarsi nelle prime posizioni, cosa che, puntualmente, sta accadendo pure quest'anno.
Ma non è tanto, come detto, il peso tecnico dei bergamaschi che preoccupa: è il nostro stato di forma fisica e mentale. Il match contro l'Atletico ha portato via molte energie e la sconfitta ingiusta patita contro gli spagnoli potrebbe pesare oltremodo sul rendimento dei ragazzi.
Il lavoro dello staff tecnico e di Maldini, e dei 'senatori', in questo frangente, diventa fondamentale; se i 5 giorni che separano le due partite sarebbero anche sufficienti per riprendersi dalle fatiche di coppa, per l'aspetto mentale è impossibile affermare la stessa cosa. Tutto dipende dalla volontà dei ragazzi di accantonare quanto di immeritato è stato vissuto martedì e dalla forza mentale di concentrarsi su quanto di buono invece è stato fatto e sull'importanza di fare bene, di non perdere, di cercare di tenere a distanza chi ci sta alle spalle, allungando proprio sull'Atalanta, e di magari accorciare su chi ci precede.
Poi ci sarà la sosta per le nazionali, quanto mai provvidenziale in questo intenso frangente di stagione; da questo stop al successivo, previsto a novembre, incontreremo: Verona a S. Siro, Bologna fuori casa, il Toro nell'infrasettimanale di fine ottobre, poi si andrà a Roma a tastare con mano come lavora Mou ed infine il derby. Tra Verona e Bologna non dimentichiamoci del decisivo scontro di CL contro il Porto (in Portogallo), che replicherà, stavolta a Milano, proprio tra la trasferta di Roma ed il derby. Sette partite dal 16 ottobre al 7 novembre, una ogni 3 giorni, ora più, ora meno. Un altro tour de force impegnativo, ma se vogliamo restare tra i grandi, da grandi dovremo comportarci.
La partita con l'Atletico, al netto delle nefandezze del turco, ha evidenziato una carenza nei rincalzi; Simeone, maestro nella provocazione e nelle sceneggiate da bordo campo, con una ridicola inclinazione alla teatralità, ha messo in campo, dalla panchina: De Paul, Joao Felix, Griezmann, Leman, Renan Lodi. Il Milan: Ballo Touré, Florenzi, Giroud, Kalulu e Tonali. Nulla da eccepire sul loro reale impegno (Tonali e Kalulu maestosi, poche storie) ma è evidente lo sbilancio a favore dei Colchoneros; Giroud, purtroppo, non si è ancora ripreso dallo stop imposto per la positività al Covid e fatica a tornare in forma (ricordiamoci che compie i 35 proprio oggi; auguri) mentre Ibra, ma lo sapevamo già da tempo, se metterà insieme 20 presenze in tutto l'anno sarà grasso che cola. Pellegri non è stato inserito nella lista Champions (e a ragione: il ragazzo non è, al momento, all'altezza) e non ci resta che fare affidamento su Rebic. L'espulsione affrettata e fiscalissima di Kessie (il fallo c'era, mica siam qui a dire che non ci fosse. Sarebbe bastata un po' di comprensione, visto che lo avevi appena ammonito e si era solo al 30' del primo tempo; un bel 'Al prossimo ti caccio' e tutto si sarebbe sistemato) c'è costata parecchio: in termini di punti, di classifica, di fatica.
Ormai quel che è fatto non si può cambiare: in CL restano da giocare 4 partite, 12 punti a disposizione. Farli tutti è assai improbabile ma forse ne potrebbero bastare 8: ciò implica il fatto di non perdere più, o vincerne 3 su 4. Se Ibra rientra, se non avremo altri infortuni, se non incontreremo arbitri psicotici, se Giroud sarà in grado di fare staffetta con Zlatan, se non ci saranno cali di forma pesanti, allora ce la giocheremo. Purtroppo i 'se' sono tanti e coi 'se' e coi 'ma' la storia non si fa...
Adesso andiamo a Bergamo, prendiamoci i 3 punti e passiamo due settimane in relax totale.
Forza Milan, sempre e per sempre.















