
Partite nella partita
Una pazza notte di Champions che lascia tanta amarezza ma anche fiducia nel futuro
Milan-Atletico non è stata solo una banale partita. Oltre a rappresentare il ritorno europeo del Milan a San Siro (l'ultimo match era stato proprio coi Colchoneros), la notte di Champions ci ha regalato un match avvincente che al suo interno ha mostrato più "partite nella partita".
La prima partita è durata fino al 30'. Un Milan pimpante, grintoso, pungente. Un Bennacer straripante in mezzo al campo, una difesa aggressiva e un reparto avanzato in grado di mettere in crisi ad ogni sgroppata la difesa di Simeone. Un inizio così aveva fatto ben sperare, e infatti, dopo un paio di occasioni sciupate, ecco il vantaggio di Leao che ha infiammato lo stadio.
Poi la prima doccia gelata: l'ingenuità di Kessié e la severità dell'arbitro Cakir, un doppio giallo discutibile che ci lascia troppo presto in 10 e scombina le carte di un tavolo che stava dando a mani basse la vittoria al Diavolo.
Ecco che comincia la seconda partita: una partita di sofferenza, letta anche negli occhi di tutti i tifosi rossoneri, con la consapevolezza che sarebbe stata dura difendere il vantaggio fino al 90' ma allo stesso tempo anche provare ad essere pericolosi contro una squadra così attenta come l'Atletico. Prima l'intervallo, poi i tanti cambi: il tempo passava e ognuno di noi era convinto di poterla portare a casa.
Proprio nel momento di massima sofferenza ecco il pareggio di Griezmann che ammutolisce tutto San Siro: i tifosi iniziano a preoccuparsi, c'è ancora molto tempo da giocare e c'è da difendere almeno il pari.
Ecco la terza partita della serata: il pareggio, seppur stretto, ci va bene, non bisogna assolutamente perderla, in cuor nostro tutti noi sapevamo che ripassare in vantaggio sarebbe stato improbabile. Ma il Milan ha un ultimo sussulto: il pallone dopo un'azione confusa arriva a Florenzi che incrocia alla grande, ma troppo largo. Si spengono tutte le speranze e si attende con ansia il fischio finale.
Nel recupero, poi, accade l'impensabile. Un vero e proprio furto che lascia grande rabbia per una sconfitta immeritata ma anche grande compassione verso la squadra che ha lottato con le unghie fino all'ultimo secondo e meritava se non il pareggio addirittura il bottino pieno. Si ha la sensazione di un Milan forte, vivo, competitivo, che possa assolutamente dire la sua anche in Europa e che proverà certamente a vincere tutte le partite da qui alla fine del girone. La frustrazione per questa sconfitta deve tramutarsi in cattiveria agonistica da riversare su tutti i campi, a partire da Bergamo e in particolare a Madrid, nel ritorno. Solo a dicembre tireremo le somme e capiremo se questa pazza notte di Champions sia stata decisiva in positivo o in negativo...















