
Una sconfitta che deve far crescere
Non tutte le sconfitte sono uguali, ci sono partite in cui perdi malamente e altre in cui vieni sconfitto, ma puoi uscire a testa alta. Liverpool-Milan fa parte di quest’ultima categoria.
A qualcuno può dare fastidio usare la parola sconfitta a testa alta, ma bisogna sempre guardare il percorso ed il contesto. Il Milan, dopo 7 lunghi anni, è tornato a calcare i campi europei di prim’ordine. La partita con il Liverpool è stata un’altalena di emozioni, si è passati dal timore di subire l’imbarcata, all’apoteosi con i due gol in due minuti di Rebic e Diaz. Fino ad arrivare al gol del pareggio del Liverpool e successivo gol vittoria dei Reds. E’ stata una partita che ha lasciato in parecchi tifosi rossoneri un pochino di amaro in bocca per il risultato, ma analizzandolo a freddo è stato sì un risultato negativo, ma che lascia speranza per il futuro. Il Milan è uscito da Anfield a testa alta, ma non tutti i tifosi sono stati di questo avviso, ci sono stati molti tifosi che hanno giudicato la partita del Milan come pessima, ma quando si pensa a questo risultato, bisogna andare ad analizzare il percorso dei rossoneri. Un percorso che in questi 7 anni ci ha visti vivere alti e bassi: cambi di proprietà, lotte intestine all’interno del club, acquisti di giocatori di livello molto basso e mancata coesione tra dirigenza e allenatore che ci hanno portato a risultati pessimi.
Dopo aver vissuto tutte queste situazioni, andare ad Anfield e non fare brutta figura è già un ottimo traguardo: da ricordare che l’Atalanta in casa del Liverpool l’anno scorso ha subito 5 gol, quindi questo deve far capire che tanto scarsi non siamo. Un aspetto che è stato determinante nella sfida di Mercoledì è stato la mancata esperienza dei nostri giocatori in Champions League. Dei ragazzi che hanno giocato contro la squadra di Klopp solo Maignan, Tomori, Diaz, Kjaer, Florenzi e Giroud avevano qualche partita alle spalle nella massima competizione europea, con i primi quattro che non raggiungono le 10 presenze in Champions a testa. Se invece guardiamo la rosa dei Reds Salah e Arnold hanno quasi più presenze di tutti i 23 che sono partiti per Liverpool. Quindi in fin dei conti la sconfitta arrivata due giorni fa non deve lasciarci più di tanto l’amaro in bocca, è uno step di crescita che il Milan deve fare, sono queste le partite che ti danno la giusta motivazione per crescere, infatti, i giocatori alla fine della partita erano delusi per il risultato. Questo è quello che devono generare questi risultati: la fame e la voglia di diventare una squadra ancora più forte a livello europeo, ed il Milan è sulla buona strada.















