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Forza giovane Milan, stupiscici ancora!
In Italia siamo forti, ma in Europa? L’importante è non snaturarci e non avere paura
C'è qualche tifoso milanista che domenica sera verso le 20 non fosse in un brodo di giuggiole? Forse sì, qualcuno di quelli che hanno rotto le scatole per due mesi a ripetere la teoria, basata sul nulla cosmico, che il Milan si era notevolmente indebolito, che con la rosa a disposizione possiamo arrivare al massimo settimi, che Leao andava venduto per due soldi e che senza un trequartista e con Brahim Diaz non saremmo andati da nessuna parte. Intendiamoci, siamo ancora alla terza e quindi ogni volo pindarico va accuratamente evitato, ma da quello che abbiamo visto fino ad ora questo Milan è ancora più forte dello scorso anno, che Pioli è cresciuto insieme a tutto il suo gruppo (per sua stessa ammissione), e che è salito notevolmente il rendimento di alcuni dei nostri giovani (Tonali, Diaz e Leao su tutti). Un Milan così convinto ed aggressivo per 90’ non lo avevamo mai visto, un Milan straripante e senza sbavature che domina una diretta concorrente è un massaggio al cuore che ci entusiasma e ci inorgoglisce.
La sensazione è di una squadra in costante crescita, dove i giovani si impegnano al massimo per salire al livello dei “vecchi” da cui cercano di imparare i segreti del mestiere. Lo so, lo so….è inutile entusiasmarsi perché può essere pericoloso! Ma quello che stiamo vedendo ci sta consolidando una certezza: questo Milan è forte, gioca un gran calcio, è costruito con criterio e sa di poter guardare dritto negli occhi ogni avversario, senza nessun timore reverenziale. Almeno in Italia! In Europa vedremo tra poco, visto che ci apprestiamo a cominciare un girone di Champions che mette i brividi. L’età mi consente di dire di aver già vissuto quasi tutto a livello calcistico al fianco del mio Milan, le gioie ed i trionfi più belli ma anche le delusioni e le cadute più rovinose. Nonostante questo devo confessare di essere un filo emozionato per questa nuova avventura che andiamo a cominciare.
Ma non perché abbia qualche speranza di vincere il girone o addirittura di arrivare in fondo alla competizione; semplicemente perché dopo quasi otto anni ci apprestiamo a presentarci sul palcoscenico più importante con una squadra fresca, giovane e forte che sono curioso di vedere come se la caverà di fronte ai giganti d’Europa. Se dovessi usare una metafora, mi sento un po’ come quando ho accompagnato i miei gemelli al loro primo giorno di scuola. Noi questa creatura l’abbiamo vista costruire, soffrire e crescere, ed oggi siamo disposti a coccolarla e sostenerla in questa grande avventura che va ad iniziare. Lo facciamo ad una condizione: che questi ragazzi si presentino ad Anfield senza nessun tipo di timore, che con la loro incoscienza giovanile, mista all’esperienza di chi a certi palcoscenici è abituato, se la vadano a giocare convinti di poter fare una bella figura e mettere in difficoltà i più blasonati avversari.
Niente paura, nessun tentativo di mettersi lì a speculare sul risultato, ma, al contrario, andare a Liverpool cercando di far vedere quanto di buono sappiamo fare, anche per misurare il grado di crescita e di maturazione di questa squadra. È più facile che venga fuori qualcosa di buono (anche in termini di risultati) se mettiamo in secondo piano la classifica, piuttosto che se andiamo lì a snaturarci per cercare di portare a casa un punticino. Forza giovane Milan, andiamo ad affrontare anche questa nuova esperienza senza paura ed a testa altissima, per stupire tutti ancora una volta.















