
L'importanza di una rosa profonda
I nuovi acquisti regalano due vantaggi: più alternative e meno emergenze
Quando si commenta una sessione di mercato spesso ci si ferma a riflettere solo sui nomi, i prezzi, la qualità. Vero, ma in quella appena conclusasi l'operato della dirigenza ha dimostrato soprattutto come la rosa necessitasse di un miglioramento di tipo numerico. Ben 11 (tra conferme, riscatti e colpi per il futuro) gli acquisti di Maldini & Co con l'obiettivo di rimpolpare un organico che negli ultimi 18 mesi aveva spesso conosciuto momenti di estrema emergenza.
Basti pensare ad alcune situazioni emblematiche accadute nella scorsa stagione: il baby Lorenzo Colombo titolare in Europa League con il Bodo-Glimt, Calabria adattato a centrocampo contro la Juventus (grande prova tra l'altro, con tanto di gol) o ancora Castillejo centravanti dal 1' contro il Manchester United. Tutte situazioni particolarmente forzate e dettate da infortuni, squalifiche e sfortunatamente in molti casi anche dalla "variabile impazzita" del Covid, ma aventi come minimo comune denominatore la presenza di giocatori fuori ruolo o adattati: in una parola, la classica coperta corta.
Quindi, perché il lavoro della dirigenza è stato intelligente? Primo: spendere poco per comprare tanti giocatori. Perché il Milan quest'estate si è rinforzato soprattutto andando a cercare opportunità a prezzi contenuti o in prestito, in modo anche da poter valutare i giocatori per una o più stagioni prima di un eventuale riscatto. Secondo: scegliere uomini piuttosto duttili, in grado quindi di ricoprire più caselle dello scacchiere di Pioli e sopperire ad eventuali assenze o emergenze durante la stagione, che sappiamo bene essere lunghissima e piena di imprevisti. In questo senso vanno letti gli acquisti soprattutto di Florenzi, Messias e Brahim: giocatori capaci di ricoprire indifferentemente 2/3 ruoli. Terzo: circoscrivere i reparti maggiormente in sofferenza. Perché lo scorso anno nel ruolo di prima punta e in mediana il Milan ha spesso avuto assenze importanti e ha dovuto "spremere" oltremodo i pochi uomini a disposizione. Ecco spiegati gli acquisti di Pellegri e Bakayoko, pedine di livello scelte per allungare i reparti più "risicati". Perché spesso la qualità non basta, serve anche la quantità.















