
Dritti verso la ripresa (o quasi...)
Si avvicina la data per la ripresa dell'attività agonistica, ma è davvero la scelta giusta?
4 maggio: la possibile data di ripresa. Si attende l'ufficialità, ma con ogni probabilità sarà questa la data del ritorno all'attività agonistica dei club di serie A. Una data importante, che potrebbe liberare dalla quarantena forzata anche gli altri italiani, con l'allentamento delle misure restrittive in vigore ormai da quasi 2 mesi (sempre precluso lo spostamento fra regioni). Anche per questo ad ora nessuna ufficialità, ma le indiscrezioni vanno in questa direzione. Ma non tutti i club sono d'accordo su questa ripresa, (Brescia e Torino su tutti), ripartenza che non vedrà il ritorno ai match prima di fine maggio, visto il lungo periodo di sosta forzata.
Alcuni calciatori sono però ancora fuori Italia, come ad esempio Ibra e Kessie per il Milan, con l'ivoriano alle prese con dei problemi burocratici, mentre lo svedese ha fatto sapere che non tornerà prima di una data certa. Il Milan in realtà lo aveva già richiamato in Italia, anche perché, lo ricordiamo, sarà prevista una quarantena di 14 giorni nel momento del ritorno in Italia, come da disposizioni governative. Ma la domanda che tutti si pongono è una: come si ripartirà? Una bella domanda. Dubbio che assale anche altri Paesi, come la Germania, dove breve si tornerà in campo, mentre l'Olanda ha già annullato la stagione corrente, segno di come il calcio sia l'ultimo dei pensieri. Una cosa però va detta, il governo italiano dovrà prendere una decisione nel breve, non sono accettabili infatti i continui ripensamenti del ministro Spadafora, che un giorno dice riprendiamo il 4 maggio, mentre quello dice "vediamo".
Le condizioni saranno certamente particolari, inutile nascondersi, ma se è vero che il virus non ci lascerà nel breve periodo è altrettanto assodato che non ci si possa fermare a lungo, in tutti i settori. Sopratutto nel settore calcio, uno sport che muove miliardi, il cui blocco sin qui ha gia portato diverse perdite e i primi fallimenti, soprattutto nelle categorie inferiori. Senza ripartenza ad esempio anche i contratti TV sarebbero a rischio, dal momento che le Pay-TV potrebbero non pagare le restanti tranche, con ulteriori danni per i club di serie A e B. Il dubbio è sul cosa accadrebbe in caso di una positività, cosa alla quale la FIGC ha già risposto con un "si proseguirà isolando i giocatori di quella squadra". Da qui la domanda più importante: come proseguirà il campionato senza una squadra? Sconfitte a tavolino? Esclusione di quella squadra? La sensazione è che ne vedremo delle belle...















