milanello Pioli

 

Il Milan e la ripartenza

 

 Come arriveranno i rossoneri di Pioli nel caso in cui, da giugno, il Campionato dovesse ripartire? obiettivi di classifica, certezze di squadra e ricambi, in vista di un calendario serratissimo per finire Serie A e Coppa Italia 

 

 Ripartenza si, ripartenza no. Allenamenti, campionati, porte chiuse. Si discute molto, in questi giorni, tra Ministeri (Salute e Sport) e alta dirigenza calcistica sul futuro della Serie A. 

Ad oggi la soluzione maggiormente caldeggiata e forse più probabile è quella di una ripartenza di ritiri e allenamenti dal 4 maggio ed un nuovo inizio del campionato tra fine maggio e gli inizi di Giugno. Ritmi forsennati con gare a distanza ravvicinatissima per finire il campionato e la Coppa Italia entro e non oltre il 3 agosto. Si tratta quindi, per il Milan, di ben 13 gare (più l'ipotetica finale di Coppa Italia) in poco più di 50 giorni: ossia una gara ogni 3 giorni e mezzo. Il tutto, chiaramente, a porte chiuse e con le temperature, caldissime, tipiche dei mesi di giugno e soprattutto Luglio in Italia. Un calendario, quello dei rossoneri, che vedrà tantissimi big match. Oltre alla semifinale di ritorno con la Juventus, il Milan dovrà giocare con i bianconeri anche in campionato, oltre che con Lazio, Roma, Napoli ed Atalanta. 

Insomma, se sarà ripartenza, a Maggio dovrà essere fatto un grandissimo lavoro di preparazione fisica per affrontare il tour de force estivo per la conclusione della stagione. 

In questi ultimi giorni, Pioli ed il suo staff, oltre a richiamare tutti i giocatori sparsi per l'Europa e il Mondo, hanno iniziato delle sedute comuni in videoconferenza per iniziare i lavori fisici personalizzati, dopo quasi due mesi di allenamenti singoli basati sulle schede fornite dai preparatori. 

 

Ma, dove eravamo rimasti ? Prima della sosta il Milan arrivava da un momento contradditorio. Un buonissimo avvio di 2020 ma chiuso con la sconfitta nella stranissima gara a porte chiuse a San Siro con il Genoa. Prima di quella gara, il pari discusso con la Fiorentina, con tutti gli errori arbitrali annessi, la vittoria con il Torino ed il pari, anche qui molto discusso, con la Juventus in Coppa. Un Milan comunque in crescita e risalita rispetto alla fine del 2019. 

 

Prima della sosta, Pioli non aveva a disposizione Kjaer, Donnarumma, Duarte e Biglia, con Musacchio disponibile ma acciaccato. Con il tempo, l'allenatore rossonero ha potuto recuperare l'intera rosa, ad eccezione del giovane centrale braisliano. Quasti certamente l'ex allenatore di Lazio, Inter e Fiorentina, proseguirà con il 4-2-3-1 che aveva visto rifiorire il Milan in avvio 2020, facendo trovare finalmente una formazione base e titolare certa e sicura. Si ripartirà sicuramente quindi dalle parate di Donnarumma, dalla sicurezza della coppia Kjaer-Romagnoli, dagli strappi e dai gol di Theo Hernandez, dalla crescita in mezzo al campo di Kessiè e soprattutto Bennacer, dalla gran voglia di Castillejo, da Calhanoglu e dalla coppia gol Rebic-Ibrahimovic in avanti. Rebic, in particolare, vuole confermare l'avvio strepistoso d'anno, mentre Ibrahimovic ha l'obiettivo di arrivare in doppia cifra, migliorando quindi i suoi attuali 4 gol. Ma dati i ritmi serratissimi, non saranno da sottovalutare i ricambi. Pioli dovrà quindi recuperare alla causa Paquetà e Leao e puntare sui vari Calabria, Musacchio, Gabbia, Krunic, Laxalt, Salmaekers, Bonaventura, Biglia per far rifiatare i titolari, che per stanchezza, infortuni e squalifiche, non potranno certamente giocare ogni 3 giorni. 

 

A livello di classifica, il Milan è in questo momento settimo, a -3 dal Napoli quindi, e a solo +1 da Verona e Parma, +2 dal Bologna e +4 da Sassuolo e Cagliari.  Verona, Parma, Sassuolo e Cagliari hanno tuttavia ancora da recuperare una partita. Ecco dunque che il Milan ha ben chiaro obiettivo e avversari. Pioli cercherà di arrivare sesto, superando il Napoli di Gattuso, per evitare i playoff di Europa League, ma al tempo stesso dovrà essere attento a non farsi sottrarre il settimo posto, ultimo utile per l'Europa, dalle squadre rampanti a pochissimi punti di distanza. Squadre che, se si ripartisse, potranno giocare forse con maggior serenità ed a cuor leggero questo stranissimo finale di stagione. Discorso diverso da un Milan in piena crisi societaria e con il futuro tecnico e dirigenziale in assoluto dubbio. 

 

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