
Stiamo calmi, se possiamo!
Certo, è sempre dura mettersi a scrivere di Milan dopo una batosta del genere, nonostante negli ultimi anni ci siamo pericolosamente assuefatti ad assistere a spettacoli del genere contro le grandi del nostro campionato
I segnali delle prime tre giornate erano stati abbastanza forti, e cioè che questa Inter marciasse ad un ritmo superiore alle nostre attuali possibilità. Qualche barlume di speranza ce l’aveva dato lo Slavia Praga, in grado di imbrigliare alla grande la squadra di Conte. Ma purtroppo le cose sono andate secondo pronostico, con l’Inter che ci ha sovrastato come squadra, sul piano fisico ed anche mentale. Quest’ultimo aspetto non è da sottovalutare, perché ormai siamo vittime della sindrome da derby: nelle ultime 8 stagioni, su 17 stracittadine di campionato ne abbiamo vinte appena 2, perse ben 9 e pareggiate 6. Cioè in pratica vinciamo una partita ogni 10 giocate (anche se in questi anni abbiamo portato a casa, battendoli, una Supercoppa Italiana ed un quarto di finale di Coppa Italia ad eliminazione diretta). C’è poco da fare, in questi anni si sono alternati allenatori, dirigenti e giocatori, ma l’Inter la soffriamo maledettamente oltre ogni ragionevole motivo (anche in anni in cui non avevano squadre migliori o più forti della nostra).
Questo derby lo aspettavamo perché poteva anche rappresentare un crocevia della nostra stagione, poteva cioè imprimere al nostro progetto una svolta importante. Ed invece niente, ci ritroviamo qui con i nostri limiti ed i nostri problemi, gli stessi che si erano evidenziati già nelle prime tre giornate. Il mantra è sempre lo stesso, e cioè che per portare a termine la rivoluzione copernicana mister Giampaolo ha bisogno di tempo, per far assimilare il suo credo ai vecchi e per inserire al meglio gli ultimi arrivati. Nella conferenza stampa della vigilia ci era sembrata convincente la spiegazione del tecnico sul perché il Milan si fosse espresso molto bene nelle amichevoli estive (quelle internazionali) ed avesse, invece, fatto dei giganteschi passi indietro nelle gare ufficiali di campionato; in pratica Giampaolo ha lavorato con due gruppi diversi (col primo c’erano aggregati ben 8 ragazzi della Primavera), e dopo l’estate ha dovuto quasi cominciare da zero con metà del gruppo attuale (e definitivo). È per quello che il mister chiede tempo, e quel tempo gli deve essere concesso. È altrettanto certo che nel frattempo, a cantiere aperto, si deve fare in modo di ottenere dei risultati e di far vedere dei progressi, perché comunque non possiamo permetterci di accumulare ritardi incolmabili in classifica. Comunque sia il nostro obiettivo deve restare lottare per la Champions, perché restiamo convinti che questa squadra è più forte rispetto alla stagione scorsa, ed ha tutte le potenzialità per giocarsi con Lazio, Roma, Atalanta e compagnia cantante l’ultimo posto per andare in Champions League. Diciamo che il derby era una sorta di ostacolo sulla via del percorso di crescita che Giampaolo ha provato ad affrontare ed a superare con la squadra che poteva dargli le migliori garanzie. Il problema, però, è che, come abbiamo detto prima, il “vecchio Milan” da anni soffre questo tipo di partite, e non c’era certo da aspettarsi che d’incanto gli stessi uomini dello scorso anno potessero mettere sotto questa Inter. Adesso, passato il derby, è il caso che mister Giampaolo battezzi un modulo, battezzi quelli che devono essere i possibili titolari e su quelli lavori per far vedere un Milan decisamente diverso. È del tutto inutile prendersela con i singoli ed attribuire a Tizio, Caio e Sempronio i motivi della sconfitta, tuttavia la partita di sabato scorso ha dato delle indicazioni abbastanza chiare. Il rodaggio è finito e quasi tutti sono tornati a disposizione, per cui è il momento di puntare su coloro che sono stati scelti per imprimere una svolta a questo Milan. Hernandez, Bennacer, Rebic e Leao devono entrare con grande frequenza nelle scelte dell’allenatore, ed è altrettanto indubbio che bisogna al più presto chiarire l’equivoco Suso e prendere atto che questo Conti non può in nessun caso essere preferito a Calabria.















