verona-milan 0-1

 

Oltre il Bentegodi

 

Brutto Milan, si salvano solo i 3 punti in classifica

 

I tre punti del Bentegodi sono la classica pezza che manda via la polvere. A parte la vittoria infatti, c'è davvero poco nel Milan in scena a Verona, per giunta favorito dalla sciocchezza di Stepinsky che, a metà primo tempo, decide di lasciare la sua squadra in 10 uomini per un intervento in stile kamikaze nei confronti del povero Musacchio.
In 11 contro 10 per quasi tutta la partita, la squadra di Giampaolo ha prodotto davvero poco.
 
Nulla o quasi nel primo dove soltanto un tiro casuale di Kessiè ha riscaldato le mani del portiere Silvestri.
Lo schieramento tattico scelto dal tecnico rossonero ad inizio gara era ancora improntato al 4-3-1-2 con Paqueta trequartista, Suso attaccante di destra e Piatek attaccante di sinistra.
Produzione offensiva scarsa, quasi in linea con la partita di Udine e i primi 70 minuti col Brescia.
Giampaolo continua a dire che ci vuole tempo per implementare un sistema di gioco. Vero senza dubbio. Altrettanto vero tuttavia è che questo sistema che il tecnico vuole implementare, appare poco consono alle caratteristiche di una squadra che continua ad avere grandi limiti nel fraseggio e nei movimenti senza palla.
Insegnare è un verbo complesso: può richiedere molto tempo e forse anche tanti punti persi. Il gioco vale la candela?
 
Oggettivamente, nella ripresa, col passaggio al 4-3-3 il Milan ha avuto una sua logica.
Nulla di trascendentale o di apocalittico, ma l'undici rossonero ha saputo creare i presupposti della vittoria, rimettendo sia Suso e sia Piatek nelle loro posizioni consone, quelle in cui entrambi si trovano maggiormente a loro agio.
Rebic poi, sulla sinistra, ha dato un senso vero a questo sistema di gioco. Finalmente il Milan ha una punta brava a strappare e a saltare l'uomo sulla sinistra. Non accadeva dai tempi di Deulofeu.
 
Rimane tuttavia insoluta la questione: conviene insistere su un modulo che la squadra fatica a recepire?
A nostro avviso, il Milan come bene primario viene prima delle convinzioni dell'allenatore di turno.
Giampaolo è un signor professionista ma ha più di 50 anni e i talebanismi degli allenatori agli esordi non può permetterseli.
Le idee di calcio nascono per favorire i giocatori, non per metterli in difficoltà.
A volte è necessario fare un passo indietro per provare ad andare avanti.

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