
Quaranta giorni da incubo
Gattuso ha perso il polso della squadra dal post derby: i risultati ne sono stati una ovvia conseguenza
Domenica 17 marzo 2019 la stagione del Milan ha preso un'altra piega ed ha imboccato una strada che non ha purtroppo ammesso ritorni indietro.
Non sappiamo che cosa sia accaduto 40 giorni fa e che tipo di equilibri sia andata a minare la sconfitta nel derby, ma sul piano cronistico non si può far altro che prendere atto di una evidenza.
Fino al derby c'è stato un Milan che, oggettivamente, non ha mai fatto un calcio di alto livello ma ha sempre fornito prestazioni importanti sul piano della continuità, della compattezza, del sacrificio e della coesione.
Dopo il derby qualcosa si è rotto, forse l'equilibrio che teneva assieme questo gruppo era più fragile di quanto credessimo, o forse semplicemente la personalità di troppi giocatori ha la consistenza del burro.
D'altronde, nella conferenza stampa del giorno prima del derby Gattuso era stato quasi profetico: "mi fa paura il contraccolpo psicologico di una eventuale sconfitta", aveva detto a denti stretti il tecnico milanista.
Segno che Gattuso, sempre molto sincero (forse troppo) quando parla dei suoi giocatori e della dimensione in cui allena, aveva intuito che c'erano i presupposti di un calo mentale.
Ecco questa è probabilmente la colpa principale di Rino: non aver capito che, in un gruppo senza elementi di personalità e alquanto labile sul piano motivazionale, la sua permanenza non doveva essere messa in discussione.
Tacere, rasserenare, stemperare, non sono verbi che calzano addosso in maniera perfetta al nostro allenatore: i suoi umori, troppo spesso condizionati dall'andamento delle partite, sono oggi il suo vero tallone d'Achille come tecnico.
Probabilmente se ne è reso conto lo stesso Rino che, nella serata di ieri, ha ammesso di dover crescere sotto questo punto di vista.
I buoi ormai sembrano scappati dalla stalla e le ultime uscite pubbliche di Gattuso ("non sono riuscito ad entrare nella testa dei miei giocatori") sanno più di resa che di altro.
Mancano quattro partite ancora per agganciare il posto Champions, ma oggi vedere i presupposti di un verdetto positivo a fine stagione appare quasi un'utopia.















