
Epitaffio della vergogna
Una squadra non degna della maglia che indossa
Perdere fa parte del gioco. Scomparire no. Quello è qualcosa di molto diverso e che poco ha a che vedere con il concetto di sport.
I tifosi del Milan, dopo la partita di ieri sera, si sentono traditi. Non ovviamente dalla sconfitta che può sempre capitare e va accettata con la massima serenità.
Si sentono traditi piuttosto da un atteggiamento inspiegabile della squadra che è scesa in campo supina, arrendevole, quasi trattenuta nell'idea di esprimersi.
Non ha commesso errori. Gli errori capitano a chi fa ed il Milan di ieri sera ha scelto una via più semplice, quella della rinuncia, della pigrizia, della vergogna.
Tutto è stato vergogna: da troppi giocatori scesi in campo non consapevoli dei propri limiti tecnici a qualche fenomeno che ha preferito giocare a nascondino fino al fischio finale.
Nessun nome, fin troppo facile capire dove il mirino è diretto. Un accenno però al nostro mister sento di doverlo fare con sommo dispiacere.
Ma voi tutti quella mano non l'avete colta. Troppo preoccupati di sporcarvi le vostre, di non prendere gol, di tenere la partita in equilibrio. Questo atteggiamento, davvero, non si può accettare.
Rimane la solita sensazione del "vorrei ma non posso" e di una stagione che poteva essere positiva e che, invece, rischia di chiudersi con un esito peggiore della precedente.
Senza Reina ieri sera, sarebbe finita in goleada. Siamo oltre le attenuanti. Questa squadra non merita scuse. Forse merita soltanto parecchia indifferenza.















