Ritorni che cambiano il gioco
Un'uscita imminente può sbloccare una svolta inaspettata
Secondo quanto riportato da Franco Ordine sul Corriere dello Sport, il futuro di Adriano Galliani potrebbe intrecciarsi nuovamente con il Milan. L’attuale amministratore delegato del Monza sta per concludere la sua esperienza nel club brianzolo: il 29 settembre, data simbolica e legata al compleanno di Silvio Berlusconi, sono infatti previsti i due passaggi formali che sanciranno la cessione definitiva del Monza dal controllo di Fininvest a un nuovo gruppo finanziario di matrice americana.
Questa transizione segnerà anche l’addio operativo di Galliani, che ha deciso di rifiutare la carica di presidente del Monza, preferendo chiudere un capitolo della sua lunga carriera.
“Da lunedì 29 settembre, giorno del compleanno di Silvio Berlusconi, una data scelta non a caso, Adriano Galliani tornerà a essere un uomo ‘libero’, calcisticamente libero. Perché per quella data ravvicinata sono stati fissati i due appuntamenti formali (riunione del cda e assemblea dei soci) indispensabili a sancire il passaggio definitivo del Monza dalla holding della Fininvest al nuovo gruppo finanziario di estrazione americana. Per recidere il cordone ombelicale al quale l’ex braccio destro di Berlusconi si è sempre sentito romanticamente legato (‘a 5 anni mia mamma mi portò per la prima volta a vedere una partita del Monza nel vecchio Sada’), AG ha declinato l’invito di restare alla guida del club brianzolo con la carica di presidente. Lo ha fatto al culmine di una tormentata riflessione sapendo probabilmente che c’è un altro capitolo della sua avventura calcistica da scrivere.”
Il nome di Galliani sarebbe infatti tra quelli al vaglio per un ritorno al Milan, club che ha rappresentato la sua “ossessione” per oltre trent’anni, dal 1986 al 2017. La trattativa per il passaggio del Monza ha preso forma proprio mentre si apriva uno spiraglio importante: una telefonata da parte di Gerry Cardinale, con cui sarebbe stato organizzato un incontro privato a Saint Tropez, facilitato da Zlatan Ibrahimovic.
Questo colloquio avrebbe dato ulteriore spinta all’idea di costruire una struttura tecnica più solida, già avviata con l’arrivo di Igle Tare come direttore sportivo e con l’approdo sempre più vicino di Massimiliano Allegri in panchina. Una strategia chiara per dare al club una maggiore dose di esperienza e competenza nel calcio italiano, dopo una stagione in cui alcune scelte si sono rivelate poco incisive.
Nel contesto attuale, con il Milan solido sul campo e nei conti – sotto la gestione dell’ad Giorgio Furlani – rimane però scoperta la sfera delle relazioni istituzionali. Da qui l’idea di proporre a Galliani una vice-presidenza con delega all’area sportiva, senza però toccare i ruoli centrali di Furlani (gestione aziendale e potere di firma) e del presidente Paolo Scaroni, che continuerà a occuparsi del dossier stadio.
Questa possibile nuova configurazione dirigenziale porterebbe alla creazione di un vero e proprio “quadrilatero di comando”: Galliani, Ibrahimovic, Tare e Allegri. Un assetto che unirebbe conoscenza del club, carisma e profonda esperienza nel calcio italiano. Inoltre, il passato di collaborazione tra Galliani e Allegri – quattro anni di lavoro condiviso e un rapporto che si è trasformato in amicizia – aggiunge un ulteriore tassello di continuità e intesa al progetto.















