
Ritorni, sogni e stadi: cosa bolle in pentola?
C'è chi pensa a un grande ritorno, chi sogna un altro scudetto. E chi non ha mai smesso di tifare.
n un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Adriano Galliani ha raccontato il proprio legame con il Milan, riflettendo anche sul futuro del club rossonero e sul tema sempre acceso del nuovo stadio.
Parlando di Massimiliano Allegri, Galliani ha ricordato di averne intuito il potenziale già ai tempi del Cagliari:
“Max è un grande allenatore. Ci ho visto bene... Quando era al Cagliari, gli ripetevo: 'Lei ha il phisique du rôle per il Milan. Perché, per guidare una grande, conta anche la presenza. Max giocava e vestiva bene. Un bel fioeu, direbbe Gullit. Il mio sogno è lo scudetto al primo colpo, come nel 2010. Può farcela, sono ottimista. I dirigenti rossoneri hanno fatto una scelta azzeccatissima”.
Alla domanda su Luka Modric, ha risposto:
“Avevamo Pirlo, poi quando è andato al Real è diventato inavvicinabile. Modric è un grandissimo giocatore. Mi ricorda tanto Pirlo. Determinante Rabiot, che è sempre piaciuto tanto a Max”.
Nonostante l’addio ai ruoli dirigenziali, il tifo per il Milan non è mai cambiato:
“Mai smesso di esserlo. Non mi sono mai trattenuto neppure da dirigente del Monza. Io non so cosa faccio allo stadio. Me ne rendo conto quando mi rivedo in tv... Ho dentro 31 anni di Milan”.
Sul futuro dello stadio milanese, Galliani ha le idee molto chiare:
“Una città come Milano non può non avere un grande stadio, in linea con i tempi. E il luogo non può che essere San Siro, ben servito da metro, strade e autostrade, dove i tifosi del Milan sono abituati ad andare da 100 anni e quelli dell’Inter da 80. San Siro è impossibile da ristrutturare. L’alternativa è costringere le squadre a giocare nella cintura milanese. Ogni consigliere comunale, al di là delle logiche politiche, deve valutare se per la città di Milano, sia conveniente avere uno stadio meraviglioso o non averlo. Una città all’avanguardia, bella come Milano, non può non avere uno stadio all’altezza del suo standard. L’eresia non è abbattere San Siro, ma Inter e Milan fuori dalla loro città”.
Alla domanda su cosa farà nel prossimo futuro, Galliani ha risposto con semplicità:
“Solo Dio lo sa”.















