
I temi del momento
La semifinale, il toto DS e le prediche
Siamo arrivati al momento fondamentale della stagione e siamo perfettamente consapevoli di non esserci arrivati come avremmo dovuto e potuto. La scellerata eliminazione in Champions League (prima a Zagabria e poi con il Feyenoord) e l'andamento in campionato con l'attuale nono posto sono due macchie grandi che inficiano la stagione sportiva 2024-2025. L'impasto della stagione non è stato positivo e abbiamo il dovere di prenderne atto e trarne le conseguente.
SEMIFINALE. Tuttavia domani ci giochiamo una semifinale di Coppa Italia, trofeo che non vinciamo da ben 22 anni e pensare di stare lì a spaccare il capello in quattro non mi pare per niente produttivo. In 90 minuti ci giochiamo un obiettivo importante, non trascendentale ma comunque di rilievo. Trascurarlo o ritenerlo di secondo piano non sarebbe buona cosa. Il Milan parte sfavorito contro l'Inter ma la squadra rossonera ha le sue armi e le sue qualità. Bisogna dare tutto per 90 minuti (o magari 120) e non lasciare niente sul campo. E' nostro dovere farlo
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Il TOTO DS. Stucchevole appare invece il giochino del toto DS, con i media nazionali che stanno racimolando brutte figure in serie. Prima era fatto con Paratici, poi con Tare, fino a ieri con D'Amico. Da oggi pare nuovamente in pole Tare. Tanti nomi, nessun nome. O meglio è evidente che a Casa Milan una scelta precisa non sia stata ancora fatta. Comprensibile. Una eventuale vittoria in Coppa Italia cambierebbe il budget a disposizione. Le scelte grosse poi, come sempre, si fanno fra maggio e giugno. Inutile ascoltare i refoli di vento. Meglio attendere, con una buona dose di pazienza.
LE PREDICHE. Anche Ariedo Braida si è aggiunto al nutrito gruppo dei predicatori, tacciando la società rossonera di incompetenza. Brutta caduta di stile per un dirigente che, invece, dello stile è stato maestro. Mai parlare male dei colleghi pubblicamente; è la prima regola per un professionista. Peraltro siamo arrivati decimi in campionato con Ariedo Braida Direttore Generale nel 1997, dopo che proprio Braida preferì Dugarry a Zidane. Gli errori li fanno tutti, anche chi è stato un fuoriclasse come Braida. Troppo spesso si confonde il diritto di critica con il diritto di offesa. Spiace che a farlo sia stato proprio uno dei nostri mostri sacri.















