conte lopetequi

 

Il punto sul nuovo allenatore del Milan

 

Fra Conte (ipotesi irreale) e Loptegui (possibilità attuale) ci sono tante vie di mezzo

 

Uno scenario può certamente essere azzardato: il Milan non ufficializzerà la scelta del nuovo allenatore prima della fine della stagione, anche per rispetto dell'attuale allenatore che in questi 5 anni ha dato un contributo importante al club. Tuttavia possiamo darci un termine preciso. Subito dopo - speriamo il prima possibile - il raggiungimento matematico del secondo posto (obiettivo sportivo ma anche economico) - il Milan potrebbe operare una decisiva accelerata sul fronte del nuovo allenatore per la prossima stagione. Ad oggi tante sono le indiscrezioni che circolano. Negli ultimi 3 giorni la Gazzetta dello Sport, con grande insistenza, ha insistito tantissimo sul nome di Julian Loptegui, allenatore spagnolo che ha vinto l'Europa League alla guida del Siviglia nel 2020.

 

L'accostamento Loptegui-Milan non è stato particolarmente apprezzato - per usare un pallido eufemismo - dalla tifoseria rossonera. Loptegui ha alle spalle una carriera controversa, in cui pesano i fallimenti al Porto e al Real Madrid. Ha quasi 60 anni e non può apparire come un allenatore innovativo. I dubbi, al momento, appaiono più che legittimi. Ma i tifosi del Milan devono anche prendere atto della realtà delle cose. Giusto, corretto, fare le barricate su Loptegui. Inutile, forse dannoso, aspettarsi l'arrivo di Antonio Conte al Milan. Esiste una differenza fondamentale fra percepito e reale che viene incarnata perfettamente dal tecnico leccese. Conte viene troppo spesso presentato come un top allenatore. Legittima opinione ma senza riscontro nei fatti. Ha ragione Franco Ordine quando dice che Conte sarebbe l'unico allenatore in grado di fare un elettroshock su questo Milan. Ma è altrettanto vero che tutto questo non è sufficiente per spacciare un bravissimo allenatore per un top, atteso che Conte in Europa non ha mai vinto nulla. Ha vinto 5 titoli nazionali - risultato notevole - uno in meno del tanto vituperato Allegri. Secondo l'immaginario collettivo l'arrivo di Conte sarebbe il preludio ad investimenti corposi sul mercato.

 

Spiace doverlo dire ma chi crede a questa favoletta non ha ancora ben chiaro come funziona il calcio moderno. I presidenti tifosi non ci sono più. I club sono detenuti da fondi che ragionano in ottica aziendale e nessun allenatore può ragionare con un'ottica diversa. In più nel 2022 il Milan ha sottoscritto un Settlement Agreement con l'UEFA. In esso è previsto che nel triennio 2023/26 il Milan possa fare un passivo di bilancio aggregato di massimo 60 milioni di euro (ossia meno di 15 milioni di euro a stagione). Il budget di mercato quindi non dipende dalle scelte della proprietà del club ma dalla possibilità offerte dai ricavi operativi. Non c'è nessun Conte che può cambiare questo stato di cose. Fra Conte e Loptegui comunque ci sono tante vie di mezzo. Alcune rischiose (Fonseca), altre affascinanti (Van Bommel), altre ancora inesplorate (Conceicao, Rose). Chi vivrà, vedrà, ma senza alimentare sogni o vane speranze che non hanno fondamento alcuno.

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