
Fare un passo avanti
Investcorp, mercato, derby, arbitri: ci penseremo a fine maggio. Ora abbiamo 5 partite impegnative: vietato distrarsi.
Come fai a scrivere un pezzo dopo un 0-3 in un derby, come?
Dato che il saggio sostiene che 'anche il più lungo dei viaggi comincia con un passo', l'importante è, appunto, cominciare.
E questo l'ho fatto.
Ma non voglio parlare di derby: 'cosa fatta capo ha' si dice, quindi, inutile riesaminare la partita.
(Mafiosetti da strapazzo, mai che vinciate pulito, mai).
Mi interessa però la vicenda Investcorp; l'aspetto più divertente è che il Milan NON era in vendita: Elliott, infatti, non aveva messo sul mercato la società, conscio di non aver ancora portato a termine la missione (la squadra non ha ancora vinto niente, lo stadio è ancora molto al di là dall'essere approvato definitivamente a Milano, il bilancio è tuttora in rosso), quindi si pensava che la cessione fosse in programma, più o meno, dal 2024; ma essendo il brand 'AC Milan' tra i più conosciuti e celebrati e vincenti del mondo del calcio, sono giunte proposte da ognidove e già da qualche mese, con sommo stupore da parte della proprietà.
La Sinter, invece, che è in vendita dal 1908, non se la fila nessuno; e come potrebbe, di grazia, con 800mln di debiti sul groppone? La proprietà del Club prescritto è, di fatto, in mano alle banche e alle finanziarie (Oak Tree) e solo nominalmente a Suning; in più, i cinesi vorrebbero incassare più di un miliardo dalla cessione del Club ma, con quella cifra mostruosa di debiti, chi glieli darà mai?
Non sto qui a raccontarvi e tediarvi con la storia di Investcorp (specializzato in private equity, real estate, credito, strategie di rendimento assoluto, partecipazioni in Gp e infrastrutture) ma vorrei fare qualche nome:
- Gucci;
- Riva;
- Dainese;
- CloudCare;
- Vivaticket;
- Corneliani
- etc.
Queste alcune acquisizioni sul suolo italico da parte di Investcorp; direi che c'è di che stare sereni.
Però attenzione: Investcorp non è come Elliott, che acquisisce, rilancia e rivende un assett; Investcorp acquista, rilancia, gestisce top brand ma, alla fine, dopo un certo lasso di tempo, anch'essa rivende. Già in questi giorni si parla infatti di una finestra di tempo di 10/12 anni entro cui la finanziaria si prevede rivenderà il Milan, dopo averlo definitivamente rilanciato. Lo ha fatto con Gucci e poi con Riva, realizzando un cospicuo guadagno finale.
Il punto cruciale di questa (per ora ipotetica) acquisizione, sta nel fatto che Investcorp opera anche nel campo delle infrastrutture; ciò significa, fondamentalmente, che lo stadio del Milan (che sia esso in condominio o meno con quelli là con le pezze al culo) è una priorità quasi assoluta. Il sindaco Sala tentenna, spenderà 250mila euro solo per organizzare un dibattito pubblico che durerà 'almeno' 180 giorni, 6 mesi, in pratica.
Schiavo del radicalchicchismo meneghino, il sindaco stenta a prendere una posizione definitiva e risolutiva al riguardo, ma sappiamo che a pochi chilometri dal capoluogo c'è una succulenta e golosa opportunità di erigere uno stadio senza tante manfrine politiche e ideologiche, col sindaco di Sesto che non passa giorno in cui non invita i due Club ad andare in quel comune per costruire l'impianto.
La speranza di molti tifosi, se non tutti, me compreso, è che Investcorp decida di procedere senza i cartonati; avere uno stadio di proprietà, esclusiva proprietà, per noi Rossoneri sarebbe il massimo; non dimentichiamoci che anche S. Siro era nostro, in origine, voluto da Pirelli, quello vero, non il saltimbanco che sponsorizzava la Sinter.
Domenica andremo a Roma; la squadra di Sarri conta ad oggi 7/8 influenzati, senza dimenticare la sicura assenza dei tifosi della Lazzie, in sciopero per il caro biglietti ordito da Lotito. Si prevede una massiccia presenza di tifosi rossoneri (diecimila?) per far sentire i ragazzi a casa propria, nella speranza che qualcuno là davanti si sblocchi e la metta dentro, finalmente. E che non ce l'annullino per fuorigioco inesistenti inventati di sana pianta.
Pioli fa ciò che può con il materiale che ha a disposizione ma non è ancora attrezzato per i miracoli. Se tiriamo verso la porta avversaria 15/20 volte a partita e non la infiliamo mai, il problema non è l'allenatore ma il giocatore.
Dicono che il Milan sia stanco: però nel derby chi aveva i crampi e che non correva più nella ripresa erano i prescritti, non noi. Più che altro noi paghiamo un certo logorio di alcuni giocatori che non hanno modo di tirare un po' il fiato, come Giroud e Leao; se, poi, a tutto ciò uniamo una fascia destra deficitaria, un Kessie che s'impegna al 40/50%, un Tonali in down per via di un problema al ginocchio ed un Calabria che accusa qualche pausa di troppo, il quadro è completo.
Inutile star qui a parlare di mercato che verrà, dei fantomatici 300mln di Investcorp (ma chi l'ha detto, chi?), di Origi, di Botman, di Sanches e compagnia cantante, non serve a niente; ci dobbiamo concentrare sulle prossime 5 partite e basta.
Lazio, Fiorentina, Verona, Atalanta e Sassuolo: mica è una passeggiata.
A proposito di Lazio-Milan: non vorrei fare la cornacchia, ma il giorno di Lazio-Milan è in assoluto uno dei peggiori della nostra storia...
Su 16 incontri disputati, abbiamo 5 vittorie, 3 pareggi e ben 8 sconfitte, l'ultima delle quali un Milan-Lazio 0-1 di 3 anni fa (in Coppa però)... La Lazio l'abbiamo incontrata 2 volte senza mai batterla: oltre a questa sconfitta, c'è un 2-2 sempre a Milano nel 1977 (Bigon, Rivera e doppietta di Giordano; allenatori Rocco e Vinicio).
Le 8 sconfitte sono giunte nelle ultime 11 partite, le ultime 3 consecutive; non vinciamo dal derby del 1988 (2-0) e non pareggiamo dal 1977, proprio contro la Lazio, appunto.
Non abbiamo però mai giocato a Roma, né contro la Lazio, né contro la Roma.
E chi potrà mai dimenticare la 'fatal Verona'?
Insomma: è dura, davvero durissima. E se poi ci si mettono pure gli arbitri... beh, chiudiamola qui e buonanotte.
Ma resta qualche speranza: Padoan ha sentenziato che 'l'Inter vincerà tutto, scudetto e Coppa Italia. Il Milan resta a guardare e può solo sperare nella nuova proprietà'.
Fassino gli spiccia casa a questo, è notorio.
Henry Miller diceva che 'quando tutto è perduto, l'anima fa un passo avanti' e questo è il momento di farlo, quel passo.
Forza Milan, sempre e per sempre.















