
Un mercato più che sufficiente
Il Milan ha fatto ciò che poteva in maniera razionale
Arrivati finalmente al 3 di settembre, con la chiusura della sessione estiva della campagna acquisti fra club, è certamente possibile tracciare un bilancio della campagna acquisti rossonera, pesando e soppesando arrivi e partenze.
Il trio formato da Boban, Maldini e Massara infatti ha dovuto primariamente condurre un calciomercato molto attento alla questione contabile, con l'obiettivo dichiarato di migliorare l'incidenza dei costi sul bilancio.
A tale primaria necessità si accompagna tuttavia l'obiettivo ambizioso di fornire al neo-allenatore Marco Giampaolo una rosa di giocatori adeguata al fine di poter provare a conquistare il quarto posto in campionato, che vale la partecipazione alla prossima Champions League.
Tale eventualità, non rappresenta ormai da molto tempo soltanto un obiettivo meramente sportivo, ma si colloca nell’alveo di quei presupposti assolutamente necessari per garantire la salute finanziaria di un club importante, stante l’incremento dei ricavi che viene prodotto nei bilanci delle squadre partecipanti alla CL.
Sono stati acquistati sei giocatori: Theo Hernandez dal Real Madrid, Rafael Leao dal Lille, Krunic e Bennacer dall’Empoli, Leo Duarte dal Flamengo e, nell’ultimo giorno di mercato, è arrivato anche Ante Rebic dall’Eintracht Francoforte.
In uscita invece il Milan è riuscito a cedere Patrick Cutrone al Wolves, Andrè Silva ai tedeschi nello scambio con Rebic, Laxalt al Torino in prestito, mentre Strinic ha rescisso consensualmente il contratto ed Abate, Zapata, Mauri, Montolivo e Bertolacci si sono svincolati essendo tutti in scadenza
In entrata il Milan ha speso circa 88 milioni di euro, mentre in uscita la società rossonera ha visto entrare una cifra vicina ai 30 milioni di euro (siamo imprecisi perchè ad ora non è noto il costo dei prestiti biennali di Rebic e di Andrè Silva).
Positivi inoltre gli altri indicatori dei costi in bilancio, in quanto sia gli ammortamenti e sia gli emolumenti (gli stipendi lordi) dei giocatori a bilancio dovrebbero essere scesi sensibilmente. Di una decina di milioni i primi, di circa 20 milioni i secondi.
L’aspetto contabile quindi è stato tenuto sotto controllo con grande oculatezza, soprattutto in virtù della plusvalenza di Cutrone che, da sola, copre interamente il costo degli ammortamenti annuali dei primi 5 acquisti del Milan (18 milioni di euro).
Rimane il dubbio che questa squadra sia più forte dell’anno scorso. A giudizio di chi scrive il Milan ha sicuramente un organico maggiormente completo e più profondo, tale da permettere a Giampaolo di poter effettuare più scelte.
Dire oggi tuttavia che l’organico rossonero, così com’è, ha buone possibilità di arrivare all’ambito quarto posto, potrebbe essere un esercizio di ottimismo realisticamente un po’ eccessivo, anche perchè la concorrenza delle due romane sarà agguerrita.
Inoltre, il Milan è una squadra estremamente giovane, forse una delle più giovani del campionato nell’undici titolare e questo, se da un lato rappresenta una bella garanzia di futuribilità, dall’altro rende la squadra soggetta a quei classici up and down di rendimento che sono tipici delle squadre con poca esperienza.
La campagna acquisti pertanto merita ampiamente la sufficienza, sia per le condizioni in cui essa è avvenuta, sia perchè ha risolto alcune problematiche che erano presenti in organico da molti anni. Tocca all’allenatore adesso mettersi al lavoro per plasmare al meglio questa squadra. Possibilmente con buonsenso e senza inutili eccessi di dogmatismo.















