Milan, i soliti veleni gratuiti
La vicenda Kessie-Bakayoko al centro della scena: perchè solo col Milan?
Il rovente finale di Milan-Lazio continua a tenere banco fra gli addetti ai lavori, ma non si starà esagerando? Tutto inizia al fischio finale del match di sabato sera: una sfida tutto sommato tranquilla, filata via senza problemi, ma è al termine che si scatena il parapiglia. Dopo le dichiarazioni di Acerbi al termine di Lazio-Sassuolo, Kessie e Bakayoko decidono si festeggiare a modo loro la vittoria, mostrando al pubblico la maglia del n.33 biancoceleste. Un gesto poco carino, ma assolutamente goliardico, per il quale i due rossoneri si sono immediatamente scusati. Ma poteva bastare questo per un fatto che coinvolge due giocatori con la maglia rossonera? La risposta la conoscete già. Da Ibra vs Aronica, passando per Balotelli a Firenze, è ormai noto il differente trattamento di simili vicende a seconda delle squadre coinvolte. Quando c'è di mezzo il Milan il tutto è spaventosamente amplificato.
E dato che con il Milan bisogna avere il cosiddetto "pugno duro", ecco la girandola di dichiarazioni sulla vicenda, che svariano dallo considerare questo fatto più grave rispetto ad altri, alla chiamata alle armi di persone che si occupano di politica, che di solito non proferiscono parola su fatti simili. Ci asterremo dal fare nomi, ma il tutto è facilmente rintracciabile. Perché non farlo sempre? Come mai solo con il Milan? Il dubbio è lecito. Ma è con l'intervento della giustizia sportiva che il tutto assume un contorno ancora più strano. Il procuratore federale infatti ha inviato le immagini del gesto di Kessie e Bakayoko al Giudice Sportivo, fatto già di per sé curioso, che pareva comunque risolto col diniego a procedere da parte dello stesso G.S, fatto motivato dall'assenza dei requisiti di condotta gravemente antisportiva richiesti dalla procedura. Tutto risolto? Macché. La risposta della Procura Federale non si fa attendere: procediamo comunque. La traduzione di questo è: faremo il possibile per squalificare i giocatori. Tutto ai limiti dell'assurdo.
Ma se per Kessie e Bakayoko la vicenda non si è ancora conclusa, nonostante l'ammenda di 10.000 all'ivoriano per la rissa finale, pur senza apparenti motivi, tutto è invece già chiuso per Lucas Leiva (autore di una brutta frase verso un dirigente rossonero), Luiz Felipe e Gabarron, multati con la medesima cifra. Dunque perché proseguire con Kessie e Bakayoko per un fatto certamente brutto, ma pur sempre goliardico? Un mero tentativo di fare scuola utilizzando - ancora una volta- i colori rossoneri? Difficile non pensarlo. Dopo Juve-Milan non c'è stata una parola sul fallaccio di Mandzukic su Romagnoli, oggi non si leggono titoloni sul pugno di Bonucci ad un giocatore avversario durante il match di ieri sera fra Juve e Ajax. Questi non sono cattivi esempi per i giovani che si avvicinano a questo sport? Lasciamo ai politici dello sport la risposta a questa domanda.
Nel frattempo il Milan si prepara alla difficile trasferta di sabato a Parma, match che consentirebbe ai rossoneri di ipotecare la qualificazione alla prossima Champions. Si gioca alle 12.30, orario da sempre complicato per il Milan, ma questa volta è vietato sbagliare. Importante per la squadra restare concentrata, continuando ad essere, ancora una volta, più forti di tutto.






