
Quella solita (strana) sensazione...
L'ultimo Juve-Milan è solo l'ennesimo capitolo di una storia infinita
Eh già... siamo ancora qua. La sfida di sabato sera fra Juve e Milan ha lasciato l'amaro in bocca fra tutti i sostenitori rossoneri, alle prese con la solita e ricorrente domanda: perchè è sempre così? Un dubbio lecito, che non può non emergere dopo l'ennesimo capitolo di un libro che nessuno vorrebbe leggere, quello dei torti arbitrali a favore di una determinata squadra. Dopo la storica vicenda del gol di Muntari un nuovo episodio rovina i sogni del popolo rossonero. Lo diciamo subito: non si vuole sostenere che i bianconeri ne siano responsabili, ma è ormai evidente che la sudditanza psicologica nei loro confronti non è svanita dopo le note vicende del 2006, anzi. Che accada questo è già grave, ma il fatto che si presenti nell'era del VAR è ancora più grave. Cos'è scattato nella mente dell'arbitro Fabbri davanti a quel (VAR) monitor per non assegnare un rigore netto? Impossibile saperlo. O forse no?
Intendiamoci, la Juve è la squadra più forte in Italia da ormai 7 anni, lo sappiamo e non serve ricordarlo, ma proprio per questo non necessita di alcun favore. Il Milan sabato sera ha perso per un intervento maldestro di Musacchio su Dybala (un penalty che lascia comunque qualche dubbio), e per uno sciagurato passaggio sbagliato di Calabria, che ha mandato in porta la coppia Pjanic/Kean. Tutto chiaro, ma ciò non toglie che la direzione di gara è stata quantomeno discutibile, e non ci riferiamo solo al mancato penalty, ma all'intera gestione del match, cartellini compresi. L'intervento di Mandzukic su Romagnoli, netto fallo di reazione, non ha comportato né un rosso diretto né una prova TV, mentre Çalhanoglu è rientrato da Torino con un giallo per "sfioramento" dell'avversario (si avete letto bene..)
Ma quello che lascia ancora più perplessi è la cornice mediatica attorno a questo match, decisioni arbitrali compresi. Nei giorni scorsi abbiamo letto sul Corriere la seguente frase "ci sono 32 punti fra Milan e Juve, quindi gli errori non contano". Come? Quindi il regolamento si presta a semplici interpretazioni sulla base della classifica attuale? Semplicemente inaccettabile. Ma non è tutto. Domenica sera infatti, all'interno de "SkyCalcioClub", Fabio Caressa si è lasciato scappare una dichiarazione abbastanza forte: "se non si prova un arbitro come Fabbri quando la Juve ha 20 punti di vantaggio quando lo si fa? quando ci si gioca qualcosa?". No fermi tutti. Quindi Juve-Milan per i rossoneri non contava? Per un match importantissimo nella lotta Champions si manda un arbitro giovane e inesperto? Follia.
La sensazione di tutti invece è che l'arbitro Fabbri abbia svolto al meglio il proprio lavoro, anche perché, se così non fosse, non verrebbe più impiegato in un match di Serie A. Ma dubitiamo fortemente che questo avvenga. La storia di arbitri quali Pieri e altri è abbastanza illuminante in questo senso. Nessun retropensiero, ma una sola e semplice domanda: "la palla è rotonda...ma come mai gira sempre nella stessa direzione?". Ai posteri l'ardua sentenza. Nel frattempo sabato c'è un match fondamentale per la corsa Champions, lo spareggio contro la Lazio. La speranza di tutti è che l'arbitro non diventi (suo malgrado) il protagonista del match.















